Soru perde le Elezioni e Veltroni rassegna le dimissioni

“Mills fu corrotto dalla Fininvest”, al legale inglese 4 anni e 6 mesi.

ddl intercettazioni giornale digitale

Ci risiamo, altra batosta per il Partito Democratico anzi per tutto il centrosinistra. Mentre in Sardegna il governatore uscente Soru, si prepara alla pesantissima sconfitta, la commissione Giustizia della Camera da via libera al disegno di legge del governo sulle intercettazioni telefoniche e ambientali.

Il Pm potrà chiedere l’autorizzazione a intercettare solo in presenza di “gravi indizi di colpevolezza” e la richiesta dovrà essere autorizzata da un Gip collegiale del capoluogo del distretto con una valutazione finale e autonoma del giudice. Quindi si intercetterà solo a reato scoperto, come se un chirurgo dovesse estrarre il tumore quando il paziente è già morto.

Il magistrato che rilascia “pubblicamente dichiarazioni” sul caso che gli viene affidato ha l’obbligo di astenersi e sarà sostituito se iscritto nel registro degli indagati per rivelazione del segreto d’ufficio. Il suo nome non potrà essere citato.

Per i media le indagini diventeranno “top secret”. Non si potranno più pubblicare gli atti dell’indagine preliminare, neanche l’iscrizione nel registro degli indagati di qualcuno, o quanto acquisito al fascicolo del Pm o del difensore, fino al termine dell’udienza preliminare. Quest’ultimo passaggio non presenta novita con la situazione attuale se non una “piccola” differenza: varrà anche se gli atti non saranno più coperti da segreto. Quindi se un cittadino debole sarà vittima di un procedimento ingiusto, l’opinione pubblica non lo scoprirà e il malcapitato sarà schiacciato.

Sarà proibita la pubblicazione di nomi o immagini di magistrati “relativamente ai procedimenti e processi penali a loro affidati”, salvo che l’immagine non sia indispensabile al diritto di cronaca. Chi stabilirà questa condizione? De Magistris, il magistrato che indagava su fondi europei occultati, non si sarebbe potuto far conoscere all’opinione pubblica. Nessuno saprà qual è il magistrato che indaga sul “mastella” di turno e quindi l’energia e la solidarietà della gente che si indigna e che vuole giustizia, non verrà percepita da chi mette a rischio la sua pelle per combattere il crimine.

Non si potrà intercettare per più di 60 giorni: 30 più 15 più 15. Per reati di criminalità organizzata, terrorismo o minaccia col mezzo del telefono si può arrivare a 40 giorni prorogabili di altri 20. La mafia potrà fare il conto dei giorni e poi iniziare a parlare tranquillamente.

Non si potranno più fare riprese tv nelle aule giudiziarie, a meno che tutte le parti non siano d’accordo. Ora come ora, nei grandi canali di informazione, le inchieste sui potenti sono già contaminate di omissioni e si basano su servizi costruiti ad arte. Saranno ridotte anche le possibilità dei cosiddetti “eversivi” che fanno informazione, quindi.

Salvo i casi di mafia e terrorismo, le intercettazioni non potranno essere usate in procedimenti diversi da quelli nei quali sono state disposte. Giustamente se la magistratura indaga un politico per pedofilia e scopre che è corrotto o che trucca i bilanci, perché perseguirlo?

Quindi mentre la sinistra “discute” su come rinnovare il Partito Democratico, con le sue mille posizioni diverse, Berlusconi vince prima in Abruzzo e ora anche Sardegna, strappando al centrosinistra il governo delle regioni.

Il potere del centrodestra aumenta, la criminalità sorride.

Quando questo DDL sarà legge, l’informazione si farà nei gruppi privati facebook o in altri social network appositamente costruiti. I blogger non cederanno. La guerra continua.

Tra l’altro ormai è ufficiale che “l’avvocato inglese David Mills è stato condannato a quattro anni e sei mesi per corruzione in atti giudiziari dal Tribunale di Milano. Il legale nel luglio del 2004 aveva raccontato ai pm Fabio De Pasquale e Alfredo Robledo di aver ricevuto 600mila dollari dal gruppo Fininvest per dire il falso nei processi in cui era coinvolto Silvio Berlusconi”.

Berlusconi è salvo grazie alla legge cosiddetta Lodo Alfano.

Veltroni invece, già condannato alla resa dei conti da diverse anime del suo partito, insiste sulle sue dimissioni. “Sono un problema e me ne vado”, è vero, e questo atto di coraggio, dopo tanti errori è apprezzabile. Gli uomini di centrosinistra sanno dare il meglio di se quando perdono.

Fabio Andrea Petrini

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