<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	>
<channel>
	<title>Commenti a: Una situazione che non ha eguali</title>
	<atom:link href="http://www.giornaledigitale.net/giustizia/una-situazione-che-non-ha-eguali/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.giornaledigitale.net/giustizia/una-situazione-che-non-ha-eguali</link>
	<description>una voce europeista e liberale</description>
	<pubDate>Thu, 20 Nov 2008 20:34:19 +0000</pubDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.6.2</generator>
		<item>
		<title>Di: Jacopo Mordenti</title>
		<link>http://www.giornaledigitale.net/giustizia/una-situazione-che-non-ha-eguali#comment-83</link>
		<dc:creator>Jacopo Mordenti</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Jun 2008 01:56:13 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.giornaledigitale.net/giustizia/una-situazione-che-non-ha-eguali#comment-83</guid>
		<description>Caro Fabio,
rispondo di getto, con poche righe, alle tue considerazioni su quanto politicamente accaduto negli
ultimi giorni. Non aggiungo alcunché ai fatti, che in quanto tali non sono opinabili: tanto il disegno di legge sulle intercettazioni, quanto l'emendamento sullo slittamento di determinati processi, non sono vaghe proposte astratte di là da venire, ma concretissime realtà i cui effetti quanto ad informazione e svolgimento della giustizia non tarderanno a manifestarsi.
Parliamo allora di cosa ha reso e rende possibile questo genere di provvedimenti. Si tratta a mio
avviso di qualcosa che precede le considerazioni sulla maggioranza e sull'opposizione in Parlamento, qualcosa che potrei forse spingermi a definire come l'eclissi politica del cittadino. Si ha infatti la netta sensazione che molte, moltissime persone non solo non abbiano chiara la portata delle leggi in questione, ma non abbiano soprattutto la benché minima voglia di avercela. A costo di sprofondare nella retorica, mi viene da dire che troppi cittadini italiani sono malati di pressappochismo politico: è la loro ignoranza – intesa non dispregiativamente ma tecnicamente, come se per certi versi si parlasse di una malattia – la colonna portante di un clima consono al lento ma metodico stravolgimento dello Stato.
Non c'è modo, qui ed ora, di risalire alle cause di questa malattia, che pure vanno ricercate. A prescindere da esse, se io avessi ragione, ci troveremmo in una condizione ben più grave delle due leggi da cui si è partiti: una condizione da cui, di fatto, potrebbero scaturire altri provvedimenti simili se non peggiori, appunto senza alcuna opposizione civile. Esistono dei rimedi a tutto ciò? A mio modo di vedere sì, e sono due.
Il primo consiste in un'opposizione parlamentare seria: seria dentro e fuori le aule del Parlamento.
Non aggiungo altro perché non ho intenzione nel mio piccolo di alimentare una polemica nemmeno troppo latente con il Partito Democratico: sia sufficiente chiedere agli amici alleati se non sia opportuno far sentire più nitida, più forte, più diffusa la propria voce.
Il secondo rimedio consiste nell'educazione paziente della cittadinanza, fin nel quotidiano. Cedere
agli isterismi, così come alle polemiche aprioristiche, sarebbe controproducente; quello che invece
sarebbe estremamente costruttivo, e non tanto per l'Italia dei Valori quanto per l'Italia intera, sarebbe il riscoprire la cultura della maieutica, dell'istruzione, della condivisione dell'etica dello Stato che trova nella Costituzione repubblicana la sua pietra angolare. Va da sé come io abbia scoperto l'acqua calda: la mia speranza è che ci sia modo di avviare una riflessione seria su tutto ciò già durante l'incontro a Rimini, perché un simile impegno richiede anni per far vedere i suoi frutti, sicché sarà verosimilmente anche e soprattutto la nostra generazione a dovervi prendere parte.
Ti ringrazio, e ti auguro una buona giornata
Jacopo Mordenti</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Fabio,<br />
rispondo di getto, con poche righe, alle tue considerazioni su quanto politicamente accaduto negli<br />
ultimi giorni. Non aggiungo alcunché ai fatti, che in quanto tali non sono opinabili: tanto il disegno di legge sulle intercettazioni, quanto l&#8217;emendamento sullo slittamento di determinati processi, non sono vaghe proposte astratte di là da venire, ma concretissime realtà i cui effetti quanto ad informazione e svolgimento della giustizia non tarderanno a manifestarsi.<br />
Parliamo allora di cosa ha reso e rende possibile questo genere di provvedimenti. Si tratta a mio<br />
avviso di qualcosa che precede le considerazioni sulla maggioranza e sull&#8217;opposizione in Parlamento, qualcosa che potrei forse spingermi a definire come l&#8217;eclissi politica del cittadino. Si ha infatti la netta sensazione che molte, moltissime persone non solo non abbiano chiara la portata delle leggi in questione, ma non abbiano soprattutto la benché minima voglia di avercela. A costo di sprofondare nella retorica, mi viene da dire che troppi cittadini italiani sono malati di pressappochismo politico: è la loro ignoranza – intesa non dispregiativamente ma tecnicamente, come se per certi versi si parlasse di una malattia – la colonna portante di un clima consono al lento ma metodico stravolgimento dello Stato.<br />
Non c&#8217;è modo, qui ed ora, di risalire alle cause di questa malattia, che pure vanno ricercate. A prescindere da esse, se io avessi ragione, ci troveremmo in una condizione ben più grave delle due leggi da cui si è partiti: una condizione da cui, di fatto, potrebbero scaturire altri provvedimenti simili se non peggiori, appunto senza alcuna opposizione civile. Esistono dei rimedi a tutto ciò? A mio modo di vedere sì, e sono due.<br />
Il primo consiste in un&#8217;opposizione parlamentare seria: seria dentro e fuori le aule del Parlamento.<br />
Non aggiungo altro perché non ho intenzione nel mio piccolo di alimentare una polemica nemmeno troppo latente con il Partito Democratico: sia sufficiente chiedere agli amici alleati se non sia opportuno far sentire più nitida, più forte, più diffusa la propria voce.<br />
Il secondo rimedio consiste nell&#8217;educazione paziente della cittadinanza, fin nel quotidiano. Cedere<br />
agli isterismi, così come alle polemiche aprioristiche, sarebbe controproducente; quello che invece<br />
sarebbe estremamente costruttivo, e non tanto per l&#8217;Italia dei Valori quanto per l&#8217;Italia intera, sarebbe il riscoprire la cultura della maieutica, dell&#8217;istruzione, della condivisione dell&#8217;etica dello Stato che trova nella Costituzione repubblicana la sua pietra angolare. Va da sé come io abbia scoperto l&#8217;acqua calda: la mia speranza è che ci sia modo di avviare una riflessione seria su tutto ciò già durante l&#8217;incontro a Rimini, perché un simile impegno richiede anni per far vedere i suoi frutti, sicché sarà verosimilmente anche e soprattutto la nostra generazione a dovervi prendere parte.<br />
Ti ringrazio, e ti auguro una buona giornata<br />
Jacopo Mordenti</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>
