Un formato aperto è una specifica pubblica per la rappresentazione e l’archiviazione di dati digitali libera da restrizioni legali per il suo utilizzo. Un formato aperto definisce solo le informazioni relative allo standard del dato su cui si vuole operare e può essere adottato o implementato da software libero, open source e anche da software proprietario, ciascuno con le peculiari modalità di licenza. I formati aperti si possono considerare come un sottoinsieme degli standard aperti o più semplicemente una parte di essi.
I formati proprietari invece, sono in genere definiti e implementati da società e hanno come principale obbiettivo l’interesse privato. Di norma sono sottoposti nel loro utilizzo, a misure di restrizione o vincoli maggiori rispetto ai formati aperti.
Chiaramente una buona politica dovrebbe privilegiare la diffusione negli enti pubblici e in generale nella pubblica amministrazione, di formati aperti. L’utilizzo di standard liberi per l’archiviazione dei dati nella “cosa pubblica” è prioritaria rispetto alla diffusione del software libero e dell’open source che è comunque importante.
Uno standard aperto permette l’accesso ai dati a tempo “illimitato” senza porre incertezze presenti o future riguardo ai diritti legali. Inoltre stimola l’innovazione, incoraggiando la comunità alla concorrenza, evitando di consegnare ad un solo produttore il “controllo” dell’informazione trattata.
Alcuni formati aperti importanti sono:
- ASCII text, file di testo semplice;
- DVI, formato di descrizione testo usato in molti sistemi unix-like;
- HTML e XTHML, utilizzati per descrivere documenti ipertestuali nel Web;
- XML, utilizzato per creare nuovi linguaggi atti a descrivere documenti strutturati;
- OASIS, Open Document Format for Office Applications (OpenDocument). E’ uno standard utilizzato per documenti di testo, presentazioni, foglio elettronico ed altri prodotti da ufficio. E’ uno standard ISO ed è implementato dalla famosa suite libera OpenOffice.org.
Proprio l’OASIS o OpenDocument è il “protagonista informatico” del 26 Marzo 2008: Document Freedom Day. In tutto il mondo, oggi è stata sensibilizzata l’opinione pubblica all’utilizzo e alla diffusione di documenti liberi (OpenDocument in primis) e standard aperti. Una iniziativa che è partita dal nodo centrale documentfreedom.org ed è stata rappresentata da molti gruppi e associazioni locali anche in Italia.
Iniziative come questa meritano molto più interesse di quanto gli è attualmente attribuito. Questi temi, ahimè sottovalutati, determinano il buon funzionamento della collettività, il progresso.
Una ultima considerazione è bene porla per i formati che, in alcuni contesti, rappresentano un buon compromesso tra liberi e proprietari. Alcune aziende hanno pubblicato le specifiche dei loro standard rendendone possibile l’implementazione che però rimane vincolata da alcune restrizioni legali. Ad esempio potrebbe essere vietata la produzione di software commerciale, se non autorizzato dai legittimi proprietari del formato.
Un esempio di standard “semilibero”, detto con il doveroso rispetto, è il PDF di Adobe. Esso è molto popolare in Internet e permette di rappresentare documenti con testo e immagini, a qualsiasi risoluzione.
Se si vuole contribuire incentivando l’utilizzo di formati aperti, la prima cosa da fare è utilizzarli! Si può iniziare sostituendo la propria suite proprietaria, che magari non utilizza OpenDocument, con OpenOffice.org.
Fabio Andrea Petrini,
direttore responsabile di www.giornaledigitale.net









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Oggi è il Document Freedom Day. In tutto il mondo è stata sensibilizzata l’opinione pubblica all’utilizzo e alla diffusione di documenti liberi (OpenDocument in primis) e standard aperti.
Una buona politica dovrebbe garantire la diffusione negli en…
Temo che l’articolo soffra di qualche imprecisione e di qualche omissis.
Non ho capito il commento
@ axj,
Poni pure imprecisioni e omissioni qui nello spazio commenti, così integri e correggi le errate informazioni. Grazie.
Document Freedom Day
documentfreedom.org
Un formato aperto è una specifica pubblica per la rappresentazione e l’archiviazione di dati digitali libera da restrizioni legali per il suo utilizzo. Un formato aperto definisce solo le informazioni relative allo standard …
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