L’informazione è un concetto che racchiude molti significati, di diversa natura ma molto spesso collegati tra loro. Il termine, nel suo senso più intrinseco, esprime il risultato di una raccolta, elaborazione e organizzazione di dati in forma tale da “alterare” la conoscenza del ricevente. Questa definizione può, in un certo senso, considerarsi alla base di tutti gli altri aspetti connessi che rivestono costantemente la vita delle persone: didattica, informazione giornalistica, musica che è una forma di comunicazione universale, cultura e Informatica dove l’informazione, oltre ad esserne l’essenza, è anche la protagonista del suo più comune significato.

In tutti i contesti e per qualsiasi livello di astrazione si potrebbe porre una convenzione.

L’informazione si dice ideale quando è libera, trasparente, efficacie, accessibile e sicura.

Bisogna certamente stare attenti al significato di libera, poiché si intende una libertà ovviamente relativa. Rendereste i vostri dati personali e sensibili liberamente accessibili in un archivio pubblico? Ogni informazione va trattata con le modalità opportune, ricordandosi ogni tanto che la propria libertà finisce dove inizia quella degli altri. E’ ancora una definizione “facile” quanto generica, ma altrettanto valida. Se pensiamo un attimo al legame che c’è tra informazione e libertà intesa nel suo senso più radicale, potremmo pensare che non possono coesistere. Il motivo è semplice: non avremo mai la libertà di non essere informati. Questo avviene perchè ogni istante della nostra vita i sensi comunicano una gran mole di dati alla nostra mente, anche se non vogliamo, anche quando non vogliamo, anche quando non ce lo aspettiamo.

“Guai a voi che ora siete sazi, perché avrete fame.” - Non saremo mai sazi di apprendere e continueremo ad avere fame per molto. Non avremo mai la libertà di non essere informati ma un giorno potremo conquistare la libertà di essere ben informati. Magari con una informazione più ideale possibile.

Sulla base di queste considerazioni, si può esporre una argomentazione che non può prescindere dalla situazione del nostro paese.
Alla base di uno stato liberale, progressista e democratico vi è una informazione ideale.

 

Libertà, Trasparenza e Sicurezza

Nel contesto italiano vi sono purtroppo molti aspetti che impediscono libertà e trasparenza nell’informazione, quella giornalistica anzitutto. La causa scaturisce dalla mancanza di leggi eque e democratiche sul sistema televisivo, sui media in generale e sui conflitti di interesse.

Negli ultimi anni, anche Bruno Vespa è stato intercettato telefonicamente ed in una telefonata col portavoce Salvo Sottile del ministero degli Esteri, allora presieduto da Gianfranco Fini, Vespa rassicura il portavoce sulla trasmissione che di li a poco sarebbe andata in onda, con frasi tipo: “Gliela confezioniamo addosso” oppure “Gliela strutturiamo”.

Wikipedia, l’enciclopedia libera.
Versione del 19:20, 31 gen 2008, wikipedia.it

Questo “simpatico” signore, è conduttore da molti anni di Porta a Porta, un programma televisivo che fa “informazione” tutte le sere, dal lunedì al giovedì. La domanda da porsi allora è: dopo una o più visioni di questa trasmissione, la nostra conoscenza verrà alterata in modo da mostrarci la vera situazione politica o avremo la percezione di vivere in un mondo diverso da quello reale?

Cosa succede in Italia?

Legge 31 luglio 1997, n. 249 - Art. 1 comma 1 - “E’ istituita l’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni, di seguito denominata “Autorita’”, la quale opera in piena autonomia e con indipendenza di giudizio e di valutazione.” cioè Agcom. Proseguendo ancora nel comma 3: “Sono organi dell’Autorita’ il presidente, la commissione per le infrastrutture e le reti, la commissione per i servizi e i prodotti e il consiglio. Ciascuna commissione e’ organo collegiale costituito dal presidente dell’Autorita’ e da quattro commissari. Il consiglio e’ costituito dal presidente e da tutti i commissari. Il Senato della Repubblica e la Camera dei deputati eleggono quattro commissari ciascuno, i quali vengono nominati con decreto del Presidente della Repubblica. Ciascun senatore e ciascun deputato esprime il voto indicando due nominativi…”.

Tratto dall’archivio di parlamento.it

Gentili lettori, la domanda a questo punto è: come fa un programma televisivo a svolgere una inchiesta giornalistica seria, su coloro che nominano l’autorità per le garanzie delle comunicazioni?

Lo si evince dagli ultimi avvenimenti giudiziari riguardanti il vice segretario dell’UDC Salvatore Cuffaro, condannato a 5 anni per aver favorito singoli personaggi legati a cosa nostra:

“Il presidente della Regione Siciliana, Salvatore Cuffaro, è stato condannato a 5 anni nel processo per le ‘talpe’ alla Direzione distrettuale antimafia di Palermo.”

18 gennaio 2008 - repubblica.it

La puntata di Annozero, condotta da Michele Santoro e andata in onda il 31 gennaio 2008, ha parlato di questo fatto riproponendo il tema della questione morale e della trasparenza della politica. Affianco al dibattito televisivo è stato trasmesso il reportage televisivo “La mafia è bianca” di Stefano Maria Bianchi e Alberto Nerazzini sugli intrecci tra mafia, politica e sanità in Sicilia.

Le reazioni non si sono fatte attendere:

“Il Consiglio dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha inviato un richiamo alla Rai, in merito al programma “Annozero” di Michele Santoro, relativo al rispetto dei principi di completezza e correttezza dell’informazione, di obiettività, equità, lealtà, imparzialità, pluralità dei punti di vista e osservanza del contraddittorio, in base all’atto di indirizzo della commissione di Vigilanza.” e ancora, “In Tv - sottolinea Calabrò - il processo, lo pseudo processo o la mimesi del processo non si possono fare. L’informazione deve essere equilibrata, obiettiva e deve garantire il contraddittorio senza anticipare giudizi su questioni ancora subiudice.”

1 febbraio 2008 - repubblica.it

Ancora un provvedimento che da tanto l’idea di un tentativo di censura pubblica nei confronti di una trasmissione che ha “attaccato” il vice presidente di un partito chiamato UDC il quale contiene probabilmente il maggior numero assoluto di inquisiti e sicuramente un gran numero di condannati.

Vorrei inoltre ricordare a tutti che in Italia esiste una emittente televisiva chiamata Europa 7, con regolare concessione di trasmettere (in modalità analogica terrestre), ma priva di frequenze.

Questa emittente ha vinto la gara di assegnazione delle concessioni e dovrebbe ora trovarsi al posto di Rete 4, anche in base ad una sentenza della Corte Costituzionale.

Il “governo” Berlusconi, con una serie di leggi appositamente fatte, è riuscito ad eludere questa assegnazione permettendo a Rete 4 di rimare dov’è.

La Corte di giustizia europea ha condannato il regime italiano per l’assegnazione delle frequenze televisive sulla causa che opponeva l’emittente privata Centro Europa 7 al Ministero delle Comunicazioni. Sempre la corte di giustizia ritiene che la legge italiana in materia di Informazione è illecita e non assicura il pluralismo condizionando la vita democratica del paese.

 

Efficacia

La mancanza di efficienza nella pubblica amministrazione e in altri settori riduce, in modo significativo, l’efficacia dell’informazione. Se quest’ultima non è ben elaborata e il canale è lento, o peggio ancora inaffidabile, essa viene recepita malamente. Per fare un esempio, non tutti sanno che esiste un sistema di comunicazione chiamato Posta Elettronica Certificata (PEC). Grazie a questa tecnologia al mittente viene fornita la documentazione elettronica, con valenza legale, attestante l’invio e la consegna di documenti informatici. Potrebbe quindi sostituire la raccomandata con ricevuta di ritorno e il fax poiché oltre ad essere più “pratica” e meno costosa è, sotto alcuni aspetti, più sicura. Le operazioni sono registrate insieme a riferimenti temporali che attestano, in modo inequivocabile, gli istanti di invio e ricezione grazie a dei gestori certificati dal Centro Nazionale Informatica per la Pubblica Amministrazione (CNIPA). Tutto questo è previsto dall’art. 14 del DPR 11 febbraio 2005, n. 68 - Regolamento recante disposizioni per l’utilizzo della posta elettronica certificata, a norma dell’articolo 27 della legge 16 gennaio 2003, n. 3. L’elenco dei gestori è pubblico.
Perché allora non diffonderla? Perché non sfruttarla al fine di ottimizzare l’emissione di circolari e direttive, i rapporti tra cittadini ed enti pubblici, le convocazioni ufficiali, la gestione di gare di appalto?

Se nell’utilizzo vengono predisposti i potenti sistemi di crittologia esistenti, che anche l’open source mette a disposizione, possiamo utilizzarla dormendo sogni tranquilli. Utilizziamola.

Sempre in tema di sicurezza dell’informazione è anche opportuno sapere che esistono progetti come GnuPg, quest’ultimo raggiungibile al sito www.gnupg.org, che la politica dovrebbe diffondere per incentivare e sensibilizzare la popolazione e le aziende, all’utilizzo di sistemi di comunicazione sicuri.

“GnuPG è l’implementazione libera e completa dello standard OpenPGP definito dalla RFC4880 , offerta dal progetto GNU. GnuPG permette di cifrare e firmare digitalmente i propri dati e le proprie comunicazioni, offre un versatile sistema di gestione delle chiavi e moduli per l’accesso a tutti i tipi di elenchi di chiavi pubbliche.”

Tratto da www.gnupg.org

 

Accessibilità

L’accessibilità dell’informazione viene a mancare, in modo molto significativo, con il cosiddetto digital divide, ossia il divario esistente tra chi può accedere o meno alle nuove tecnologie. Non si deve lasciare solo all’Europa la responsabilità e l’onere di occuparsi di questo tema. Non solo perché non può intervenire in tutte le realtà, ma perché ogni democrazia liberale deve interessarsi di questo problema concreto che indebolisce la trasparenza del sistema e lo sviluppo economico e sociale. Avere un computer, una connessione Internet senza limitazioni di alcun tipo sui servizi e a banda larga dovrebbe diventare, in un futuro più vicino possibile, un diritto inappellabile per ogni cittadino.
Un modo concreto per ridurre i costi di queste tecnologie, non solo per privati ma anche per aziende e pubblica amministrazione, è ad esempio la diffusione dell’open source e l’incentivo al software libero. Senza considerare l’aumento di posti di lavoro e del patrimonio software che politiche di questo tipo ci regalerebbero, quanto diminuirebbe la spesa pubblica?

Il 16 Gennaio 2008, il Ministro Nicolais ha aperto i lavori della prima Conferenza del Consorzio QualiPSo (Quality Platform for Open Source Software), il sito è raggiungibile all’indirizzo www.qualipso.org. Questa conferenza è finalizzata a promuovere l’adozione di software libero e open source da parte di imprese, governi e università. Essa prevede anche un centro di competenza a Roma. Ora che il paese eleggerà una nuova maggioranza parlamentare e si formerà un nuovo governo, vedremo una seria continuità, da parte delle istituzioni competenti, nel portare avanti questo progetto? Le forze politiche che hanno un forte condizionamento da lobby non avranno interesse a procedere su questa strada.

Bisogna vigilare costantemente su temi come questo o come la concessione delle licenze Wimax, una tecnologia che permetterebbe una diffusione di connessioni Internet a banda larga sulle zone che ancora non sono coperte da ADSL.

Consiglio la lettura dell’iniziativa di Beppe Grillo su questo aspetto:

I cittadini italiani ed europei, CHIEDONO alla Commissione Europea
Che alla gara indetta dal Ministero delle Comunicazioni, con riferimento al decreto del 2 ottobre 2007, avente come oggetto l’assegnazione di diritti d’uso di frequenze per sistemi Broadband Wireless Access (BWA) nella banda 3.4 - 3.6 GHz, non possano partecipare operatori già detentori di frequenze BWA, nello specifico gli operatori UMTS.”

Beppe Grillo,
http://www.beppegrillo.it/petizioni/wimax.php

Fabio Andrea Petrini,
direttore responsabile di Giornale Digitale.
www.giornaledigitale.net