Un importante aspetto, su cui vale la pena partire, è la distinzione tra forze politiche con una dirigenza “plurale” e forze politiche fortemente incentrate sul proprio leader.
Nel primo caso, si ha chiaramente una “garanzia” maggiore poiché il partito prevede un grado di democraticità più alto al suo interno. Un eccessivo e sconfinato decentramento del potere, potrebbe portare a una politica poco chiara e poco coerente ma, in una normale democrazia occidentale, è naturale che le forze politiche trovino il giusto compromesso per coadiuvare una buona e efficiente gestione con una gestione democratica.
Un po’ differente è il caso di forze politiche “leaderistiche” che è doveroso però riclassificare a loro volta sulla base del loro “capo” perché se egli è un pregiudicato, un prescritto o un furbetto del quartierino, al governo opererà di conseguenza. Se il leader è un ex magistrato, un servitore dello stato o comunque una persona di indubbia onestà, l’afflizione da accentramento si riduce notevolmente. Iniziamo.







