Un importante aspetto, su cui vale la pena partire, è la distinzione tra forze politiche con una dirigenza “plurale” e forze politiche fortemente incentrate sul proprio leader.
Nel primo caso, si ha chiaramente una “garanzia” maggiore poiché il partito prevede un grado di democraticità più alto al suo interno. Un eccessivo e sconfinato decentramento del potere, potrebbe portare a una politica poco chiara e poco coerente ma, in una normale democrazia occidentale, è naturale che le forze politiche trovino il giusto compromesso per coadiuvare una buona e efficiente gestione con una gestione democratica.
Un po’ differente è il caso di forze politiche “leaderistiche” che è doveroso però riclassificare a loro volta sulla base del loro “capo” perché se egli è un pregiudicato, un prescritto o un furbetto del quartierino, al governo opererà di conseguenza. Se il leader è un ex magistrato, un servitore dello stato o comunque una persona di indubbia onestà, l’afflizione da accentramento si riduce notevolmente. Iniziamo.
Probabilmente Berlusconi non sceglierà il suo Partito delle “Libertà” quando, come cittadino italiano, eserciterà il suo diritto di voto per le elezioni Politiche ormai imminenti. Non credo che nell’anonimato rinuncerà ad un infimo grado di dignità. Lui si conosce e conosce anche i pregiudicati che ha messo nelle sue liste elettorali. Non ha avuto la disgrazia di una faziosa, incompleta e superficiale informazione come quella che ha il cittadino italiano comune, la cui unica fonte informativa è il telegiornale. Giorni fa, ha detto che Di Pietro gli fa orrore definendolo “campione delle manette”. Peccato che fu proprio Berlusconi a offrigli una poltrona da ministro quando voleva tenerlo “buono”. Ora, sempre Berlusconi nega di aver proposto l’Interno all’ex magistrato e induce gli italiani a pensare che Di Pietro non sia nemmeno laureato. La realtà è che, nei periodi in cui Di Pietro conseguiva la sua laurea, Berlusconi riceveva un altro importante attestato: la tessera di un centro di potere occulto costituitosi all’interno della Comunione Massonica Italiana negli anni Settanta. L’ideatore di questo capolavoro, Licio Gelli, che come un maestro del cavaliere, giustamente affermò: «Il vero potere risiede nelle mani dei detentori dei mass media», cercò di reclutare nuovi adepti alla causa massonica con fini di sovversione dell’assetto socio-politico-istituzionale in una loggia segreta. Berlusconi entrava nella Loggia massonica Propaganda Due (Loggia P2), tessera n° 1816.
E i suoi alleati? Sono presentabili? Si potrebbero votare? Se è vero come è vero che in Italia essere di sinistra è piuttosto imbarazzante, figuriamoci essere di destra! Sarebbe interessante esaminare lo stato psicofisico di Gianfranco Fini quando nei comizi parla di legalità e dice “chi sbaglia deve pagare”. Forse è un eccezionale praticante dell’autoipnosi, tanto da dimenticarsi coscientemente i nomi della lista elettorale con cui si presenta. Ma d’altra parte, chi equipara la cocaina al cannabis, può anche equiparare Gasparri al ministro delle comunicazioni, Berlusconi a un candidato premier e via discorrendo.
Poi ci sono i leghisti. Storici guerrieri attenti alle dilapidazioni romane ma poco attenti allo sperpero di denaro pubblico che, enti inutili come gran parte delle province, alle quali sono molto affezionati, esercitano. Chiaramente basterebbe essere alleato del cavaliere e sostenere la sua candidatura per non essere votato, ma fucili a parte, si può concedere la fiducia a chi vorrebbe ridefinire il nome del nord Italia in “Padania”? Con tutto il rispetto per la Val padana, i signori della Lega Nord, hanno intercettato un bisogno giusto e reale del paese come il federalismo fiscale che significa responsabilizzare le regioni per poi costruire una politica razzista e xenofoba alleandosi con i peggiori ragazzi della casta.
Anche il Financial Times e The Wall Street Journal, due importantissimi giornali per niente comunisti, hanno espresso un parere fortemente negativo su un eventuale ritorno di un governo guidato da Silvio Berlusconi.
“L’Italia ha bisogno di riforme” e ancora, “la prospettiva di un nuovo inefficace governo guidato da Silvio Berlusconi e composto dalla stessa casta di politici che continuano a ritardare le sfide che il paese non può più evitare, è profondamente deprimente”.
FT
“Nelle prigioni italiane vige la regola delle porte aperte” e ancora “Silvio Berlusconi è stato al centro di più di una dozzina di inchieste giudiziarie. Altrove vicende come queste avrebbero messo fine a una carriera politica.”
The Wall Street Journal
Con tono assai più duri e rozzi anche Bossi in passato espresse “perplessità” su Berlusconi. Il leader del carroccio, alcuni anni fa, disse: “Ma chi è Berlusconi? Il suo Polo è morto e sepolto, la Lega non va con i morti.” e ancora “Berlusconi mostra le stesse caratteristiche dei dittatori. E’ un kaiser in doppiopetto. Un piccolo tiranno, anzi è il capocomico del teatrino della politica. Un Peròn della mutua. E’ molto peggio di Pinochet. Ha qualcosa di nazistoide, di mafioso. Il piduista è una volpe infida pronta a fare razzia nel mio pollaio.” e ancora “Quel brutto mafioso guadagna soldi con l’eroina e la cocaina. Il mafioso di Arcore vuole portare al Nord il fascismo e il meridionalismo. Discutere di par condicio è troppo poco: propongo una commissione di inchiesta sugli arricchimenti di Berlusconi”.
Se Bossi faceva queste affermazioni con onestà intellettuale, viene spontaneo domandarsi se crede veramente che il patto sul federalismo sia un giusto compromesso per portare a Palazzo Chigi un delinquente così. Se invece non la pensa più così, cosa lo può aver spinto a un cambio di opinione talmente radicale? In sostanza, mettiamo un “mafioso” alla guida del paese in cambio del federalismo fiscale? E’ un patto con il diavolo?
Chiaramente le perplessità che in passato espresse il leader del carroccio, trovarono alcuni riscontri nello sviluppo delle vicende giudiziarie attribuite a Berlusconi. Alcuni casi di valenza penale non accertata, sono macchiati da un riscontro politico estremamente grave. In particolare una sana riflessione potrebbe portare a chiedersi: se il cavaliere si mostra come il più grande imprenditore del mondo o comunque come una persona che ha perfettamente il controllo di tutto quello che avviene nelle sue aziende, perché alcuni suoi collaboratori sono stati processati e condannati per gravi reati? Se in alcune vicende giudiziarie lui ammette di non sapere nulla sugli illeciti compiuti dai “suoi” furbetti, perché non li caccia invece di promuoverli in parlamento? Sulla falsa riga della dichiarazione di Veltroni che, pressato da Di Pietro, affermò di costituire liste per le elezioni politiche senza condannati, anche Sandro Bondi rispose che il PdL non avrebbe candidato inquisiti, “a meno che non siano vittime di inchieste politiche”. Lasciando stare l’assurdità dell’affermazione, che è inammissibile visto che sono sempre loro a determinare i “moventi” delle inchieste, la candidatura di Dell’Utri, condannato in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa e in via definitiva per false fatture e frode fiscale, era necessaria per una politica di buon governo? Oppure poteva raccattare voti di alcuni ambienti vicini a quella organizzazione che nacque dai ceti dei massari, dei fattori e dei gabellotti? Se così non fosse perché Dell’Utri, a pochi giorni dal voto, definisce Mangano un eroe? Vittorio Mangano è stato un criminale italiano legato a Cosa Nostra e, definito da Borsellino in una intervista, “uno di quei personaggi che ecco erano i ponti, le teste di ponte dell’organizzazione mafiosa nel Nord Italia”. Se tutto va bene siamo rovinati.
Lasciando perdere il simbolino rispolverato da Storace e i “termoconvettori” della Santanchè, anche la sinistra e le altre forze politiche non brillano, forse in Italia non ha mai brillato o lo ha fatto con discontinuità.
Se Bertinotti evoca la lotta di classe, non è poi così interessante approfondire l’argomento “La Sinistra l’Arcobaleno” meglio concentrarsi sulla nuova espressione del socialismo Italiano, visto che si presentano per la prima volta “tutti insieme alle elezioni”. Ora sono proprio tutti, c’è ad esempio De Michelis, condannato per finanziamento illecito nell’ambito dello scandalo Enimont, volevano ingaggiare Mastella per un atto di garantismo e c’è Boselli, che in una intervista al Corriere dell’Umbria dichiara di non vergognarsi di Bettino Craxi. Secondo lui quest’ultimo ha sbagliato ma ha condotto comunque una buona politica. Voleva forse dire che Craxi era un buon politico e un delinquente per sbaglio? Sempre Boselli si lamenta perché in Italia non è garantito il pluralismo e non viene rispettata la par condicio. Assistendo ai suoi dibattiti televisivi, non se ne ricorda uno dove protestava concretamente contro l’operato e la bontà dell’Agcom (Autorità per le garanzie nelle comunicazioni). Non si ricordano nemmeno proposte interessanti per una vera informazione indipendente. Fa bene a lamentarsi, ma politicamente poteva anche battere un ciglio prima.
Veltroni invece introduce delle importanti novità nella linea guida dell’Ulivo ormai PD e nelle rispettive liste, ma riguardo alcuni temi come televisioni, informazione, conflitto di interesse ha ancora molta strada da fare. Sull’Agcom in particolare non ha mostrato per niente sobrietà dicendo, in una trasmissione televisiva, che opera in autonomia quando è chiaro a tutti che i suoi componenti sono nominati dai parlamentari e, in alcuni casi, addirittura dal governo come stabilisce la Legge Maccanico.
Giunti alle conclusioni di questo viaggio italiano, le scelte sono certamente più uniche che rare. Uniche perché queste elezioni, come nel 2006, sembrano proprio un referendum sui Valori anziché una scelta democratica e rare, perché l’alternativa seria a Di Pietro sembra essere l’astensionismo. Ma l’astensionismo è la risposta di chi si candida a perdere e ad una competizione ci si va per vincere. Meglio concentrare allora la fiducia verso la legalità e l’etica del fare, e per farlo un voto all’Italia dei Valori è l’unica strada possibile.
Fabio Andrea Petrini,
direttore responsabile di www.giornaledigitale.net





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Una analisi di voto che parte dalla distinzione tra forze politiche con una dirigenza “plurale” e forze politiche fortemente incentrate sul proprio leader. Una scelta che prende, come punto di riferimento la legalità.
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Direi un analisi politica per l’ennesima volta unilaterale, poco professionale, con alcune notizie a dir poco di dubbia provenienza, e non documentate a dovere (es Gelli maestro di Berlusconi: hai una mininima idea di che cosa stai parlando, o l’hai sentita dal parrucchiere mentre facevi il casco). Sicuramente questo è quanto più si allontana da quello che dovrebbe essere un resoconto giornalistico. Dato che sei il capo redattore di quello che dovrebbe (o almeno avrebbe dovuto essere) un giornale (direi anche dal nome), ci si aspetterebbe quanto meno un minimo di responsabilità in più. Qualora questo sia un “giornale” organo di partito sarebbe corretto che tu lo indicassi all’inizio.
Nonostante io sia stato tra i primi a complimentarmi per la tua buona iniziativa, mi trovo nella scomoda posizione di riportarti ad una maggiore responsabilità editoriale.
Cordiali Saluti A.C.
Carissimo Ajx,
gli articoli bisogna anche saperli leggere. Ti riporto e commento la frase: “L’ideatore di questo capolavoro, Licio Gelli, che come un maestro del cavaliere…”. Il “come” appunto significa che il cavaliere, per come si è comportato nell’ambito dei media (vedi caso Europa 7), ha seguito perfettamente le orme di Licio Gelli da buon allievo.
Riguardo gli altri fatti sono di indubbia verità. Puoi trovare riscontri su tutti i quotidiani importanti, sugli archivi ansa e sulle enciclopedie.
Il qualunquismo non mi è mai piaciuto e se ritengo opportuno schierarmi, lo faccio volentieri dicendo chiaramente come la penso.
Se c’è qualcosa di falso scrivilo pure ma prima di tutto leggi bene e poi accertati sui fatti e soprattutto documentati. Altrimenti a non essere professionali rischiano di essere prima di tutto le tue critiche!
Analisi di voto
Una analisi di voto che parte dalla distinzione tra forze politiche con una dirigenza “plurale” e forze politiche fortemente incentrate sul proprio leader. Una scelta che prende, come punto di riferimento la legalità.
…
E’ da notare che il mio, non era un intervento in difersa di Berlusconi, anche perchè sta a chi vota per lui farlo e non a me.
Secondo, l’onere della documentazione, sta a chi scrive l’articolo, e tu di documentazione hai portato al più delle frasi riportate da terzi.
Quanto al tuo commento fatto in altra sede sulla mia comprensione della lingua italiana, non vorrei farti notare quale totale ineleganza espressiva, in alcune parti legata ad una faziosità simile per altro ad una tifoseria calcistica, in altre a semplice incapacità e limitatezza linguistica. Cio non sorprende da un iscritto all’ “Italia dei Valori”; certo, io non discuto sul fatto che Di Pietro che sia laureato, ma sarei curioso di sapere come? La ideosincrasia per la lingua direi che non necessita presentezioni. Notoriamente si espone in stafalcioni qualora grammaticali, talvolta di mera incompetenza politica. E non c’è l’ho affatto con lui, anzi ho apprezzato il suo lavoro come ministro dei trasporti, anche se il semplice fatto di aver accettato l’incarico lo rende automaticamente complice del passato governo e delle “voglie Mastelliane”. Se è vero quanto dice quando critica i vecchi esponenti dello stesso governo di cui ancora oggi e facente parte, mi chiedo perchè non si sia dimesso.
Inoltre giornalismo deve ripsettare dei canoni precisi, e se avessi mai letto i documenti dell’albo dei medesemi, cosa che a quanto pare ti sei ben esentato dal fare, sapresti che un giornalista, anche il più scadente, deve rispettare innazitutto i fatti. A meno che tu non voglia auto declassarti a comune blogger, come lo è un qualsisasi ragazzino con una connessione ad internet? In tal caso, hai tutta la possibilità di esprimere in maniera faziosa, inesperta ed impacciata il “Fabio Pensiero”. Ma quando ci si rifà al giornalismo (come in più parti all’interno di questo sito (che non definisco, in attesa che tu gli dia una collocazione precisa), bisognerebbe avere un minimo di riguardo e responsabilità civile in più.
Se come già detto, vorrai renderlo espressione ed organo di partito sei pregato di dirlo esplicitamente, è un fatto di correttezza, ovvero quella cosa che evidentemente non hai mostrato ne a me, e probabilmente neanche verso i tuoi lettori.
Per inciso sappi che non sostengo nessun candidato premier, e quindi non mi sento tacciabile di “vecchia scuola di destra” (mi scuso con il lettore se più e più volte faccio riferimenti a conversazioni avute in altra sede), ammesso che tu sappia di cosa di parla quando intendi vecchia scuola di destra, perchè se stessi pensando ancora a Berlusconi a tal proposito, direi che la tua conoscenza politica degli ultimi 60 anni sia più che lacunosa.
Sarò felice di palesarti la mia idea in merito, se ci dovessimo incontrare ad un tavolo.
Cordiali Saluti
Alex
P.S. : Marco Travaglio è un buon burattino ammaestrato… goditelo.
Ah dimenticavo…..
All’anima della par condicio (altro obbligo giornalistico a cui non hai tenuto fede). Se in teoria lo spazio dovrebbe essere paritario, direi che hai speso circa 1069 parole per la “destra” e solamente 334 per la “sinistra” (entrambi schieramenti che sono suddivisi in altre coalizioni).
Inoltre perchè considerare una cosa dell’1987 più nuova di una del 1993? A me non tornano i conti.
Per Axj.
Anzitutto non c’è nulla di male nel riportare citazioni. Inoltre le argomentazioni poste sono perfettamente suddivisibili in opinioni (mie personali) e fatti riportati (tutti verificabili).
Visto che parli di metodi giornalistici dovresti sapere che l’onere di documentazione è necessario per inchieste giornalistiche non per fatti plateali.
Che De Michelis è stato condannato nell’ambito dello scandalo Enimont, è ormai storia, non serve allegare la sentenza di cassazione.
Una sentenza appunto che si può criticare, ma non si può mettere in discussione se c’è stata o meno.
Quanto alla tua mancata incomprensione, dovuta dal fatto che sei partito prevenuto, su Licio Gelli, gli articoli e i commenti sono qui. Chi legge potrà verificare se sei tu un lettore poco attento o io uno scrittore bislacco.
Riguardo alla polemica su Di Pietro, come ha preso la laurea e la sua capacità linguistica è un argomento che non è di mio interesse. Ad interessarsene ci pensano già i Berlusconiani e l’attuale destra, che è l’erede della destra dove hai militato, anche se ci sono molte differenze.
Preferisco in parlamento uno che non se la cava bene con l’italiano piuttosto che un pregiudicato.
Sulla presunta incompetenza della politica sempre di Di Pietro, potresti documentare. Come avresti potuto farlo quando dicevi nell’altro commento che è “illiberale”. La realtà è che fai tu mancare la documentazione opportuna.
Visto poi che sei competente politicamente, dovresti anche sapere perché non si è dimesso. Quale giovamento ci sarebbe stato alla sua politica di legalità?
Che questo è un giornale di parte, non l’ho mai nascosto, non significa che debba essere un giornale di partito. Tu non hai ben chiara la distinzione tra giornale schierato e organo di partito. Quanto alla par condicio fa ridere proprio. Dovresti sapere che differenza c’è, nell’ambito giornalistico, tra obbiettività e imparzialità. Su questo ti rimando alla lettura di qualche testo specifico del settore.
Per concludere su Travaglio poni l’ennesima critica, sotto forma di insulto, senza motivare e senza documentare. Come disse giustamente il nostro professore, una tua “posa da hacker”.
Voglio risponderti alla rovescia, nella speranza che riesca ad interpretare bene quanto ho scritto. Dato che ti piace fare del sofismo, per quanto riguarda travaglio, e cito testialmente “è necessario per inchieste giornalistiche non per fatti plateali”. Molte delle sue inchieste sono risultate infondate ( Stiamo ancora aspettando le sue presunte prove della collusione DIRETTA di berlusconi con la mafia, ma se tu le hai avute facce avere anche a noi ). Poi, il fatto che di Pietro sia illiberale per il semplice fatto che si è legato alle coalizioni illeberali (non c’èero io candidato nello stesso gruppone che conteneva Rifondazione e compagnia.
Per te non si è dimesso per salvaguardare la politica della “legalità”, o semplicemente per uno stano fenomeno ( ovviamente bipartisan ) di attaccamento alla poltrona. Ha fatto fuoco e fiamme contro mastella, ma è rimastro nello stesso consiglio dei ministri, ed il governo, mentre c’era anche lui ha approvato l’indulto: a chiacchere non lo voleva, ma se avesse veramente voluto fermare questo evento, che più e più volte ha descritto (direi anche giustamente) come una “fesseria”, sarebbe bastato far cadere il governo dando prova di coerenza.
Quanto alla frase che io avrei capito male, ho il sospetto che sia tu a non averla letta bene. Si tratta infatti di una frase sempre di Di Pietro il 30 gennaio di qualche anno fa:
“Lo stesso anno in cui il presidente del consiglio si iscrisse alla P2″, parlando del 78, ovvero l’anno della sua laurea.
E dato che di maestro nella P2 c’era solo Licio Gelli, è inutile che poi correggi il tiro dicendo che “come maestro”. Hai dato anche il numero di tessera ( notizia molto dubbia, e non dimostrata, e se mi dici che è un fatto palese, stavolta le voglio vedere le prove. ) Cosa fai… insisti nel dire che “non ho capito”? Oppure avevo letto bene.
Altro punto… è un giornale di parte…. e dove sta scritto? A me non lo ha mai detto… mi hai detto che sei di parte, ma non che lo era anche il giornale quando l’hai aperto. Sei schierato, bene per te, ma quella cosa che sembra suonarti così aliena nota come corretteva verso chi legge dove la mettiamo.
Obbiettività ed imparzialità? Io ti ho portato dei numeri molto chiari, e, a meno che non sia l’unico a non saperlo il comando unix “wc -w” (per i non informatici e un programma che conta le parole) sia mai stato di parte. Hai fatto la tua “filippica” in modo perentorio, ponendoti sul piedistallo dell’unico uomo onesto in tutto il panorama politco italiano, giudicando tutti e tutto, e lo ribadisco, con una visione politica approssimativa, unilaterale che non è certo tipica di una persona che ragiona con il proprio cervello, ma piuttosoto delle persone con i “para occhi”. Vuoi credere che Di Pietro salverà vendendo con il suo splendido cavallo bianco e ti porterà via? Va bene. Ma se permetti, nonostante abbia più volte riconosciuto il suo buon operato nel settore dei trasporti (e me lo possono testimoniare gente che lavora nel settore), non ha certo le caratteristiche del futuro premier. Inoltre, se non sbaglio, è in comunella con Veltroni, ovvero con il residuato del PCI (candidato nell 87 come parlamentare, passato ai Ds, vicepresidente del consiglio nel 2006). E dato che nella loro microcoalizione Veltroni è quello che comanda, quando Walter dira ad Antonio “Salta!!!”, Antonio potra solo rispondere solamente “Quanto in alto??”. Anche ammesso che prende il 6% rimarra comunque minoritario. In altre parole, che decida di fare il servo Veltroniano, o che faccia di testa sua, è comunque un voto sprecato.
Poi se vuoi attaccare Berlusconi, fai pure… non me ne frega proprio niente, non sono del suo partito, non voto per lui… volevo solo dimostrarti che se devi essere fazioso, segui degli esempi un po’ più seri, non so un Mieli (o un Feltri per par condicio ) e non Travaglio.
Ah, non disprezzare la par condicio, altrimenti, l’amico antonio non l’avrebbero intervistato neanche per chiedergli che ore sono.
Ops, che sbadato…. l’incompetenza è legata alle sue scarse capacità sia mediatorie che comunicative, che, per quanto tu ti divertà ad ignorare, sono importanti in un politico. E vero che come dice di Pietro “«Voglio anche ricordare al presidente del consiglio che il suo ex sodale Bettino Craxi non era laureato.” Si è vero, craxi era un ladro, e non era laureato, ma almeno ci sapeva fare. Con questo non dico che rivorrei craxi, tutt’altro, ma se consideri che in tutta la storia italiana, Craxi è stato l’unico nella storia italiana del dopo guerra a riuscire a dire di no agli americani per le basi, ti dimostra come “l’istinto politico” sia fondamentale in politica estera. Cosa che manca completamente anche allo showman Berlusconi se per questo.
Per quanto si voglia evitare di ammetterlo, siamo in elezioni con “premierato”… e tu credì che Di Pietro potrebbe mai fare il premier? No, e non lo pensa neanche lui, dato che si è messo a servitù da Veltroni. Sarà onesto quanto ti pare, ma risponde agli ordini di qei soggetti che tu stesso hai definito con l’espressione “ha molta strada fa fare”.
Ma tu ti rendi conto che se non ci fosse Berlusconi il 70% della campagna di Di Pietro non esisterebbe….. (inteso come contro di lui).
Non è un politico di razza, e mai lo sarà, ergo sarà sempre sotto, e di conseguenza, conterà sempre poco. Non discuto la sua onesta, ma è politicamente inutile.
Per Axj.
“Molte delle sue inchieste sono risultate infondate. Stiamo ancora aspettando le sue presunte prove della collusione DIRETTA di berlusconi con la mafia.”
Dove lo hai letto? Se non è vero che l’ha scritto sei anche querelabile (da lui ovviamente ;-)).
Personalmente io questo non lo so, di certo è stato in rapporti stretti con uomini che hanno avuto condanne mafiose. Vittorio Mangano è uno. Dell’Utri poi è stato condannato in primo grado per concorso esterno, come riportavo nell’articolo, ed è il FONDATORE di Forza Italia insieme a lui. Poi il resto non lo so, a differenza di quanto dici sul fatto dell’essere liberali, per noi finché uno non è condannato in via definitiva è innocente. In ogni caso alcune compagnie sospettabili non mi fanno ben sperare.
Detto questo, sul fatto che uno è illiberale perché è in coalizioni dove non tutti sono liberali te lo potevi risparmiare… confondi le alleanze con le identità. Marco Cappato che è dei radicali (erano alleati sempre nel “gruppone”, non è un liberale? Bersani è illiberale perché era alleato di Rifondazione?
I deputati di FI che si definiscono liberali non lo erano solo perché alleati con Fiamma Tricolore e Lega Nord? Vallo a dire a Benedetto Della Vedova.
Secondo la tua tesi nessuno è stato liberale negli ultimi anni… ora invece si riconvertono? L’identità non si cambia in base ad un patto di coalizione.
Le alleanze erano determinate da una legge elettorale che ha favorito le accozzaglie di partiti. Ora la legge è rimasta la stessa ma il PD ha tentato la “sfida” lo stesso.
Sul fatto delle dimissioni di Di Pietro, esatto. Se si dimetteva solo da ministro poteva essere sostituito e la politica guida non cambiava, se faceva cadere il governo qual’era invece il risultato? Che tornava Berlusconi? E dopo si che le dimissioni avrebbero fruttato… per Berlusconi, ma ragiona!
Sulla frase vedo che ancora non è chiara la cosa, te la spiego nuovamente. Siccome Berlusconi sa quanto sono importanti le tv per acquisire il controllo dell’opinione pubblica e Licio Gelli disse «Il vero potere risiede nelle mani dei detentori dei mass media», ho associato quest’ultimo metaforicamente al “maestro”.
Come se un signore per strada dicesse: “Bertinotti da buon allievo di Stalin fondò il partito…”, pensi che Bertinotti abbia assistito alle videolezioni di Stalin? Se mi dici così la prossima volta farò un post scriptum dedicato a te.
Cambiando argomento, non ce l’ho la lista originale a casa degli iscritti alla loggia P2, che furono ritrovate nella villa di Gelli. Non ho nemmeno la sentenza cartacea della condanna di Berlusconi per falsa testimonianza in merito alle sue dichiarazioni connesse, nel ‘90. Magari chiedi alla cancelleria della Corte d’appello di Venezia, fatti fare la fotocopia dei documenti. La storia non si cambia.
Altro punto. Nemmeno dentro “Il Giornale” di Paolo Berlusconi c’è scritto che è il giornale di FI, infatti non è di partito. Te la spiego la differenza visto che non ti sei ancora documentato: in questo sito io non sono al servizio del partito. Se Di Pietro opera bene e mi piace lo elogio e lo sostengo, se mi delude invece sono libero di contestarlo, anche se seguo la sua linea politica. Fosse stato un organo di partito non avrei potuto tenere la libertà di scrivere quello che voglio e come voglio.
Nessuna testata deve mettere il simboletto di partito per definire la propria linea editoriale… inoltre per essere corretti questa non è nemmeno un periodico, in quanto gli articoli vengono scritti senza alcuna periodicità. Lo ribadisco anche come rafforzativo al ragioanmento.
Sul discorso dell’imparzialità e obbiettività ancora non hai capito a cosa mi riferisco, e conosco già il comando wc. Non ho titolo né voglia di farti una lezione sui canoni giornalistici. Mi spiace invitarti a leggere la premessa da pagina 11 del libro “La scomparsa dei fatti” di Travaglio. Se un giorno cambierai idea su di lui, puoi documentarti li, o in tante altre fonti.
Per concludere, non ho mai detto che Di Pietro abbia le caratteristiche del futuro premier. Secondo me era molto meglio come magistrato. E’ appunto sceso in politica perché ci sono quelli come Berlusconi. Se quest’ultimo non ci fosse, se non ci fosse Previti, se non ci fossero tanti altri, magari sarei contento di vedere Di Pietro magistrato che fa arrestare i trafficanti di Droga. Per la situazione attuale, credo che resti politicamente ancora molto utile.
Riconosco che Craxi era anche abile e una persona veramente intelligente. Io non ho detto il contrario. Ho detto solo, come tu hai confermato, che era un ladro e non è andato in esilio, come tanti dicono. E’ stato semplicemente latitante. Se poi rubavano anche i suoi colleghi politici non è una giustificazione. Due o più reati non fanno una virtù.
Questa litigata ha dato un po’ di vita al giornale.
Seppur non la penso per niente come te, ti ringrazio comunque. Sei una persona attiva che si espone, sacrificando il suo tempo.
Le mie opinioni sono certamente contestabili ma basate su fatti non inventati e presi dalle migliori fonti che ho a disposizione.
Puoi esprimere il tuo pensiero dicendo che sono non obbiettivo e che vedo “ristretto”, che ho idee malsane o supporre che sono comunista.
Non puoi però dire che non sono imparziale e che riporto notizie false, perché falsa, è l’onestà intellettuale di chi lo dice.
Visto che ti piace un po’ troppo farmi passare per quello che non sa leggere, vorrei ricordati la frase dell’intervento precedente di Di Pietro…. e nella P2 di maestro c’è ne uno solo…. hai idea di cosa parliamo? Quindi, è inutile che poi dici che è “simbolicamente maestro”, quando lo stesso Di Pietro sostiene che fosse entrato nella P2. E la tua frase ne ricalca lo stile e il significato. Possiamo metterla sotto tutte le forme interpretative che vuoi, ma quello che intendeva Di Pietro, e la stessa cosa che hai scritto tu…. Berlusconi Massone nella P2, ergo “allievo” o “adepto” di Gelli. Questo e quello che hai detto, e quello che ha detto Di Pietro. Quindi, visto che parli di onesta intellettuale, non ti nascondere dietro un sofismo.
Vedo che inisisti a parlarmi di Berlusconi, ma te lo spiegherò per l’ultima volta: NON C?ENTRO NIENTE CON BERLUSCONI!!!! CHIARO? Non voto per lui, non mi interessa ne difenderlo ne promuoverlo, detto ignorantemente, non me ne puoi fregare di meno.
Per me puoi citare tutto il libro doi Marco Travaglio, ma per me è solo uno che fa pubblicità a chi gli da il pane, di conseguenza, giusto o sbagliato, perde a pieno il titolo ed il merito per esporre dei fatti. Faziosità e verità, non possono coesistere. Se avesse voluto raccontare dei fatti, sarebbe dovuto rimanere un giornalista, e non uno spot elettorale della sinistra.
Vedi, il fatto che non sia periodico, ti serve per l’appunto, ai senti della legge “n. 62 del 7/03/2001.”. Ciò non toglie, o almeno io speravo, che lo sarebbe stato di fatto. Avevo riposto probabilmente troppa fiducia in una imparzialità ed in una seria iniziativa pseudo-editoriale.
Una cosa non mi quadra: mi ricorderesti quando mai ho scritto che quello che hai detto è falso…. ho detto di dubbia provenienza, e non falso. Visto che a quanto pare la tua comprensione del testo e migliore della mia, voglio sperare che tu capisca la differenza.
Leggi bene, prima di accusare di non aver letto bene.
Per quanto concerne i tuoi ringraziamenti, mi permetto di porgerne altrettanti a te, perchè come ho sempre detto, apprezzo questa iniziativa.
Avendo abbandonato l’illusione del gioco delle parti, che altro non è che un gioco da mero illusionista, ormai ricerco solamente la verità. E mi piace cercarmela, ma solo con dei fatti provati alla mano. Le quasi certezze a me non bastano… e a te?
Il maestro era riferito alla specifica citazione di Gelli sul controllo dei media!
Insomma può capitare a tutti di non comprendere, anche per distrazione, ma non perseverare. Non fai una bella figura, visto che come ti ripeto, è tutto pubblicato rispettando l’ordine cronologico. Inoltre anche se fosse stata una frase da me espressa male, qual è il problema? L’ho chiarita e spiegata. Insistendo troppo sul mio presunto sofismo rischi di diventare un saccente…
Io credo che M. Travaglio non sia uno spot elettorale della sinistra (con la quale non centra nulla) e nemmeno del centrosinistra. Schierandosi con il cavaliere avrebbe avuto molto più pane di quello che dici. Guarda da che giornale viene e chi era il suo direttore.
Non capisco come fai a insistere sulla par condicio. Non centra niente per i siti Internet. In quanto alla linea editoriale, era già stata espressa chiaramente nel primo articolo e in tanti altri! Nessuno è obbligato a leggere questo giornale, ma per cortesia, riguardo gli articoli che scrivo io, scelgo io quante parole dedicare a ciascun partito o forza politica.
E’ vero, hai ragione non hai detto “notizie false” e correggo,come tu dovresti fare per Gelli, la mia replica. Hai però detto “a dir poco di dubbia provenienza” che è abbastanza diverso da “di dubbia provenienza” come specificavi nel precedente commento.
Come ti dicevo, le tessere ritrovate della P2 che mettevi in discussione sono fatti storici e ogni altro fatto citato sono per me certezze.
Forse quelle che auspichi tu sono diverse dalle mie. Ma seguendo questa tua tesi, potrei anche mettere in dubbio i crimini di guerra di Saddam. Ho le prove? Ho documenti in casa? Li ho visti?
Quando una fonte autorevole, come potrebbe essere il Financial Times o tanti altri giornali, riporta un fatto riscontrabile come una sentenza, per me è una certezza.
Leggerò la tua replica, che di sicuro non mancherà, ma ti dico sin da ora che per questo “topic”, dal mio punto di vista, finisce qui. Grazie ancora.
Si, finiamola qui… chi legge capirà che non hai capito.
A presto.
Il vostro batti-e-ribatti ha assunto a tratti toni tragicomici, quasi teatrali.
@axj
Hai parlato di “ideosincrasia” per la lingua: sei stato davvero comico in questo aspetto (a meno che non ti riferissi alla tua idIosincrasia)!
Ecco il perché (concediamo quella E al posto della I come errore di battitura):
“E non c’è l’ho affatto con lui [..]” si dice “E non ce l’ho [..]”
“[..] che evidentemente non hai mostrato ne a me [..]” ci vuole un accento, altrimenti quello è un pronome “[..] nè a me [..]”
E di nuovo:
“[..] e nella P2 di maestro c’è ne uno solo.” stesso errore di prima, se non peggiore, che dimostra una carenza di fondo di grammatica.. sarebbe così “[..] ce n’è [..]”
Ed altri…
Attento alle tue “pose da hacker” (per raccogliere una citazione che ho appena letto): rischi solo di fare un magra figura.
Al caro sig. axi,
vorrei che ti identificassi con nome e cognome invece di nasconderti dietro degli alias. Per il resto capisco che sei cresciuto culturalmente con la bibbia “una storia italiana” del profeta silvio ma per la mia persona avere senso di responsabilità e una certo livello culturale mi permette di elargirti questa breve storia realmente accaduta:
un giorno l’imperatore Nerone scacciò tutti i suoi funzionari a male parole affermando che lui era il sole e che capiva tutto.Chiese un consiglio a Seneca il quale rispose: ” la parola è un bene prezioso che sulla bocca di alcune persone diventa una cosa inutile e superflua”.
Credo che questa storia dovrebbe farti riflettere.
Ciao Christian
@roberto: bravo…. mi hai corretto gli errori… complimenti. Vuoi l’applauso, o direttamente il premio… sono convinto che sei stato l’orgoglio della tua maestra elementare… in circa 10 righe di testo sei riuscito a non esprimere una sola idea decente, apparte la mia scarsa attenzione per la grammatica e la sintassi quando scrivo di fretta. Ha proposito, lo sai a cosa si riferisce l’evento “posa da hacker”. Fabio si, tu non lo so… ergo, hai perso una fantastica occasione di tacere. Ah, e se vuoi correggere, fai…. tranquillo, di solito quanto scrivo raramente è scevro da errori. (guarda, di solito dimentico spesso di mettere gli accenti su “dà” verbo)
@christian: dovrebbe apparirti la mia mail sul sito… scrivimi e te la diro senza problemi. Fabio mi conosce anche di persona, per questo motivo mi sono registrato con il mio Nick. La tua storiella mi ha fatto riflettere… dato il contributo che hai dato alla discussione potevi stare zitto.
In altre parole, a differenza di questi due ultimi “Cicerone”, io, come già Fabio, ho provato ad esprimere una idea. Io non ho mai asserito di avere la ragione universale, ma data la tua “colta” quanto inutile citaziane, direi che tale pensiero sfiora spesso la tua mente.
Con due risposte arroganti, presupponenti e soprattutto vuote di qualunque significato se non di “mero” esercizio dialettico, avete ottenuto il solo risultato di annoiarmi… niente altro….
Proponete qualche idea…. magari date più vigore alla discussione.
Io non ci sto minimamente credendo!
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