La politica di questo paese si accinge ad affrontare una nuova campagna elettorale sull’onda travolgente del bipartitismo. La stranezza dell’Italia emerge proprio da qui, una legge elettorale costruita appositamente dal cavaliere per allontanare i cittadini dalla politica, costringendo le due coalizioni a “rincorrere” il re di Ceppaloni da una parte e i nazifascisti dall’altra, vede ora i due più grandi partiti scontrarsi come se la riforma elettorale fosse stata fatta.
Berlusconi, a costo di svenire, ha lottato con tutte le sue forze pur di tenere uniti coloro che non tollerano i comunisti al governo. Nella manifestazione di Vicenza (ottobre 2006), c’erano cori inneggianti al fascismo allo sventolar delle bandiere di Israele come un pezzetto di stoffa arancione immerso nelle bandiere nere di fiamma tricolore.
Ora la sfida di Veltroni, l’ultima carta da giocare: “non soli ma liberi”. Come uno spot americano, anzi, l’Obama italiano, con la differenza che quest’ultimo è realmente una faccia nuova e se perderà le elezioni, perderà anche la leadership dei democratici. In Italia nessun tavolo con la sinistra, nemmeno per un caffè. Pesci in faccia anche per i “socialisti” di Boselli, per i radicali e per tutti i partitini dell’uno per cento. Una vaga speranza a Di Pietro e al popolo della legalità. Un atto dovuto, forse non voluto.
Veltroni non si vergogna di essere così spietato nei confronti del cavaliere, costringendolo a ridimensionare così velocemente la suite delle libertà? Eppure sembrava suo amico… quando Fini e Casini lo avevano pesantemente emarginato gli ha teso un braccio sulla legge elettorale, scatenando tra l’altro l’ira di Mastella che ha poi revocato la fiducia al governo Prodi.
Veltroni non ci pensa a quanto ha dovuto faticare Silvio per mettere insieme l’accozzaglia di partiti che gli hanno consentito l’immunità? Si è vero, coincidevano tutti con l’anticomunismo anche se non con le battaglie per la legalità, libertà, giustizia, solidarietà…
Sarà molto difficile per il Partito Democratico riuscire a vincere le elezioni ma tanto, persa per persa, che sia persa con onore. Senza vedersi spuntare fuori un tavolo con Turigliatto.
Ora Berlusconi dovrà interagire nuovamente con Bossi e Calderoli, rimanere con il dubbio fino alla fine se l’UDC e l’identità cristiana di Casini è determinante e se quest’ultimo correrà con lui o ritornerà a dire stronzate da solo.
Certo i cittadini onesti e lontani dai giochetti di potere vedono pochi gabbiani volare e si chiedono: che risposte darà il “popolo delle libertà” ai lavoratori? Ai giovani con idee brillanti che per aprire un’azienda sono sottoposti a enormi difficoltà iniziali? E coloro che vorrebbero i condannati fuori dal parlamento?
Che risposte può dare uno così?
Quelle che ha dato sempre… o forse quella che diede a Bossi quando disse “Silvio, ce l’abbiamo ancora duro, per questo è pieno di donne”.
Fabio Andrea Petrini,
direttore responsabile di Giornale Digitale.
www.giornaledigitale.net





L'articolo "Berlusconi, Veltroni, elezioni, riflessioni…" è stato commentato da 3 utenti.
Segui i commenti di questo articolo con feed rss o lascia un Trackback.concordo pienamente con la tua analisi, ma non mi spiego, se non in termini elettoralistici, l’alleanza di Di Pietro con Veltroni che è ancora peggio di Berlusca che già è pericolosissimo per la sua visione della legalità in chiave sudamericana.
Vorrei però che ci si rendesse conto una volta per tutte che le potenzialità berlusconiane derivano dall’avergli concesso di impadronirsi dell’etere ai danni della emittenza locale e altra nazionale rispetto a quella che ha ottenuto le concessioni.
Quindi ti affermo che non voterò Di Pietro se non ci sarà nel suo programma condiviso con il PD la chiusura di una rete Mediaset (non necessariamente rete 4) e di una rete RAI (non la 3*necessariamente)le quali potranno continuare semmai sul satellite; inoltre ci dovrà essere la riserva del 50% alla emittenza locale con una ulteriore riserva, sempre sul digitale terrestre, per le iniziative solidaristiche e di volontariato.
Tutto ciò perchè sarà altrimenti evidente che no si sarà capito che per limitare il Berlusca occorre limitare le sue potenzialità mediatiche.
Non si può basare una campagnia elettorale sull’antiberlusconismo. Purtroppo Berlusconi è un “venditore di padelle” che ha condizionato pesantemente la politica degli ultimi 15 anni: la destra è completamente schiava di un lider politicamente inetto e la sinistra, che non ha sviluppato idee significative, riempe il vuoto con la lotta a Berlusconi.
E’ meglio perdere queste elezioni, ma qualificare degnamente la politica italiana che non rappresenta adeguatamente gli italiani, è bene superare temi come l’anticomunismo e l’antifascismo che hanno costituito un periodo significativo della nostra storia, ma che fanno parte del passato. Non mi convince molto Veltroni, ma ha fatto centro dicendo che non è l’italia che deve risollevarsi, bensì è la politica che deve resuscitare.
Direi un analisi politica unilaterale, che dimentica alcuni punti chiave della politica “moderna”. Si vede il PD come una nuova entità politca, quando in realtà non è altro che la fusione di 2 partiti gia esistenti, uno dei quali, i DS, di vecchia derivazione. Veltroni a sua volta, non rappresenta taluna novità politica, in quanto eletto in parlamento gia nel 1987 nelle liste del PCI. Per chi se lo fosse dimenticato, il PCI, era il PARTITO COMUNISTA ITALIANO. Le stesse persone con cui oggi non vuole avere più niente a che fare. Inoltre, gia nel 1996 era vicepresidente del consiglio e e Ministro dei Beni Culturali e ambientali, con l’incarico per lo spettacolo e lo sport. Quindi, non parlerei di nuovo, ma di “roba vecchia rispolverata”.
Detto questo bisogna essere realistici, non esiste il politico senza magagna, al limite, si può cercare il meno peggio.
Nonostante la mia recente ammirazione per Di Pietro, che pur essendo un illetterato, ha lavorato veramente, ma veramente bene al ministero (me lo hanno confermato anche alcune persone che lavorano nel settore), non lo voterei per quelle fisse illiberali che ha ogni tanto, ma soprattutto per l’alleanza con Veltroni.
A destra non voterei per evidente disillusione personale (non mi addentro perche ciò meriterebbe un articolo a parte).
I comunisti: Siamo nel 2008 e ce ancora qualcuno che parla di comunismo; le cose sono due, o non l’hanno capito che il IXX secolo è finito, o prendono in giro.
CCD CDU, rosa bianca etc etc…. chiamatela come vi pare, per me rimane sempre la DC, ovvero il blob che una volta diviso si ricompone.
In altre parole, e molto dura andare a votare.
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