Le aspre critiche presenti in questo appello sono rivolte alle femministe lamentose e non a quelle donne meritevoli che, ancora oggi purtroppo vedono mancati i loro diritti, soprattutto nei paesi meno sviluppati.
Se Roberto Gervaso dice che le donne sono “diavoli senza i quali la vita sarebbe un inferno” io aggiungo “e verso cui, in molti casi, nutro profonda ammirazione e stima”.
Care donne,
oggi sono stato ad un concerto intitolato “Donna per natura. Madre per scelta.” organizzato dal Coro dell’Università degli studi di Perugia.
Sicuramente un’ottima iniziativa per commemorare le tante donne vittime di violenze e per augurarsi che, un giorno quelle culture, dove la parità di diritti e di opportunità non esiste, maturino.
Peccato che l’esecuzione è partita con una nota stonata, non della musica ma della donna, esponente del comune di Perugia, che inaugurava l’evento. Un discorso superficiale e femminista che recriminava gli ancora, secondo lei mancanti, diritti delle donne nella attuale società italiana, sostenendo ad esempio che attualmente le donne sono in minoranza in tutti i posti più privilegiati a partire dal parlamento, pur avendo la maggioranza numerica nei titoli di studio.
Ma cosa centra? Sapete quante donne ho visto, insieme ad altrettanti uomini, laurearsi e uscire dal loro percorso universitario con una capacità critica e organizzativa totalmente inefficace? Sapete quante persone, si laureano presso pseudo facoltà senza avere la benché minima capacità manageriale e gestionale? Per la politica, per lo sviluppo, per la scienza e per ogni altra attività che rappresenta il cuore del benessere e della crescita di un popolo, servono donne e uomini con la schiena dritta e la mente aperta, non basta essere laureati. Piaccia o non piaccia, le facoltà di serie B, producono laureti donne a fiumi e secondo l’Eurostat l’Italia si colloca purtroppo nelle ultime posizioni per diffusione di Internet tra le giovani donne.
Davanti a queste verità cosa volete fare? Continuare a lamentarvi invocando gli spauracchi del passato o conquistarvi il vostro spazio mettendo in luce le qualità e facendo dei vostri diritti ormai acquisiti, uno strumento di innovazione per il futuro? Se la risposta è questa ultima, passate dai lamenti alla partecipazione attiva e costruttiva. Molte volte ho avuto il piacere di seguire eventi riguardanti l’Informatica e la tecnologia. Ogni volta sono rimasto sorpreso dal basso numero di donne che vi partecipano e me ne rammarico perché quelle poche dimostrano di poter essere all’altezza, come lo sono gli uomini. Ancora più sorpreso rimango quando vedo tutti quei gruppetti di ragazze perdere i pomeriggi davanti alle trasmissioni spazzatura targate De Filippi. Non pretendo di conoscere cosa vi sia di più bello in quello “stile” televisivo rispetto alle System Call di Unix ma esigo che mi venga riconosciuta la migliore utilità di queste ultime nel progresso.
Per concludere, se fossi donna, davanti alla proposta delle cosiddette “quote” mi indignerei come minimo. Questo banale strumento, nella politica come in altre attività, sono una offesa per quelle donne intelligenti che emergerebbero senza alcun privilegio. Allo stesso modo di come il clericalismo è un’offesa per i credenti e il laicismo un’offesa per i laici. Allora vigiliamo nel garantire che vengano offerte a tutti le pari opportunità che non sono di certo le quote ma la possibilità data a tutti, donne incluse, di emergere in base al merito. Svegliatevi.
Fabio Andrea Petrini,
direttore responsabile di www.giornaledigitale.net
Tre donne da cui prendere esempio:
- Nancy Leveson
Laureata in informatica, matematica e management. Esperta di system safety. Professoressa di Aeronautica e Astronautica presso il MIT di Boston.
- Margherita Hack
Astrofisica e divulgatrice scientifica italiana. Ha lavorato presso numerosi osservatori americani ed europei ed è stata per lungo tempo membro di importanti gruppi di lavoro scientifico.
- Hilary Clinton
Fu la prima studentessa nella storia del Wellesley College a presentare la cerimonia di consegna dei diplomi. Ora è candidata alle elezioni presidenziali statunitensi del 2008.





L'articolo "Care donne, svegliatevi" è stato commentato da 3 utenti.
Segui i commenti di questo articolo con feed rss o lascia un Trackback.Credo che le donne abbiano fatto milioni di battaglie, nel corso dei secoli, che abbiano affrontato situazioni e opinioni che le vedevano inferiri “giocattolini”, senza alcun diritto di realizzazione personale, al di fuori del focolare domestico; ora, però, le opportunità che ci si offrono sono miliardi. Anzi, talvolta, ci sono settori che sono riservati alle donne(qui compreso l’allevamento dei propri figli almeno nei primi anni, cosa che la donna ormai vive come una frustrazione e non come un privilegio)….. Mi sento fortunata di essere donna e non mi sento inferiore solo perchè non posso fare il saldatore o il muratore: è evidente che esistono differenze di capacità, cosa che non significa superiorità o inferiorità. Sono fiera di fare la cameriera in un pub fino alle 3 e non mi sento frustrata perchè il buttafuori è un uomo…scambiare i ruoli risulterebbe più faticoso per entrambi! La parità nel senso ottuso è un’utopia e un male enorme…le donne sono donne, perchè DONNE, per la loro femminilità, per quello che sanno fare a prescindere dal “non ho bisogno di un uomo io”. Non sono frustrata, anzi, sono fiera di portare una gonna e di chiedere aiuto a un uomo se non riesco a stappare una bottiglia. Non vivo tutto ciò come una menomazione: la chiave di tutto è la COLLABORAZIONE…… Uomini e donne non sono uguali, e per fortuna!!
Care donne, svegliatevi
Le aspre critiche presenti in questo appello sono rivolte alle femministe lamentose e non a quelle donne meritevoli che, ancora oggi purtroppo vedono mancati i loro diritti, soprattutto nei paesi meno sviluppati.
Se Roberto Gervaso dice che le donne s…
Un articolo relativamente coraggioso, non c’è che dire. Soprattutto l’8 di marzo, quando il mondo sfodera un inutile buonismo e quasi commiseratorio nei confronti delle donne. Plaudo a questo articolo per la prospettiva che ha cercato di proporre. Non so in altri paesi, ma italia non siamo in una situazione disastrosa, anzi. Il commento di chiara mi ha fatto ricordare un vecchio episodio di quando ero ragazzo. Stavo parlando con la mia ragazza, ed era proprio l’8 di marzo davanti ad una gelateria. Ad un certo punto assai infelicemente dissi “Quando vedrò le donne metalmeccanico, allora potrò credere nella parità”. Sfortuna ha voluto, che in quel momento, passasse l’unica operaia metalmeccanica di una fabbrica non lontana, che mi ammoni per la mia affermazione, ma al tempo stesso, ammoni anche la mia ragazza, dicedo, che i diritti, non scendono dal cielo, ma ci si prendono combattendo.
Relativsmente al famoso discorso che le donne in politica non sono presenti, o almeno solo in parte, mi permetto di scaricare la colpa interamente sull’elettorato femminile; in italia siamo in una condizione di quasi parità tra elettorato femminile e maschile. Se votassero decise e compatte per le donne presenti nelle liste, all’elezioni successive sarebbero più donne candidate (parliamoci chiaro, ai partiti interessano i voti, non le chiacchere). Tutte le volte che si parla di candidate donne, sento le donne stesse fare ragionamenti del tipo “Quella è raccomandata da….. “, “Quella va a letto con…. “, “Quella stupida….. ” o addirittura, in modo molto antifemminista, soprattutto per una ragazza “Quell cesso di donna….” (quest’ultima ha un chiaro riferimento in parlamento, indovinate chi è?).
Sono daccordo pienamente con Fabio, quando dice che le quote rosa sono offensive per le donne stesse. Vincere un competizione quale è un concorso, un elezione, o una selezione, perchè appartenente alla categoria protetta non mi darebbe ne soddisfazione, ne orgoglio.
Certo, molti “datori di lavoro” (prego che questo termine sia preso con la più vasta accezione possibile), discriminano le donne. Ma da quel punto di vista non c’è legge che tenga. Solo i fatti smentiscono queste persone. Ad esempio, in Informatica, vi è grande pregiudizio sulle donne anche laureate; posso testimoniare di aver visto ragazze veramente molto capaci, ma altre (a dire il vero la maggioranza) che, nonostante il famoso 110 e lode, sapevano a malapena accendere un computer. Ora, finchè questa tendenza non verrà invertita, e la maggioranza passera tra le “smanettone”, il pregiudizio (che di norma è una atto di stupidità e chiusura mentale) rimarrà.
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