Carfagna giornaledigitale.net
Mauro Biani: ”Cargagna” - 21/05/08

Mara Carfagna, ministro per le Pari opportunità, afferma: «Il patrocinio al Gay Pride? Non sono orientata a darlo. Non servono, i Gay Pride» - e ancora - «Penso che l’unico obiettivo dei Gay Pride sia quello di arrivare al riconoscimento ufficiale delle coppie omosessuali, magari equiparate ai matrimoni. E su questo certo non posso esser d’accordo».

La coalizione di Silvio Berlusconi è sempre stata conservatrice, la sua dottrina è quella del conservatorismo liberale, prendiamone finalmente atto senza lamentarci troppo. La maggioranza di centrodestra è ora al potere perché gli italiani con un voto, anche contaminato dall’informazione truccata, si sono espressi a suo favore. Il ministro Carfagna non ha fatto dichiarazioni distorte rispetto alla linea politica del partito con cui si è candidata. Il problema è dunque un altro, anzi sono altri.  In principio bisognerebbe capire qual è il motivo di un ministero “Pari opportunità” se tanto queste non vengono né garantite né promosse con progetti di legge diventati ormai standard nei principali paesi europei. Mettere in discussione la politica di Mara Carfagna non è interessante. Contestare l’esigenza di un apparato amministrativo ormai inutile, che è servito quanto più a portare una gnocca al governo, è molto più opportuno.

Troppo facile è ora ricordare la rimozione (o “assorbimento”) del ministero delle comunicazioni, di cui l’Italia avrebbe invece un sacrosanto bisogno. Ma il bisogno del cavaliere è tenere questo tema fuori dalla politica (quando se ne parla…).

Fabio Andrea Petrini,
direttore responsabile di www.giornaledigitale.net

Carfagna transgender: da modella a ministra

La signora Mara Carfagna è nota agli italiani fin dai tempi in cui fu eletta Miss Cinema ‘97. Chi meglio di lei potrebbe esser dotta sulle opportunità che la vita offre e che i più meritevoli sanno cogliere? Infatti ora è ministro delle pari opportunità. L’unico intoppo istituzionale è che, in quanto tale, ritiene di essere la sola depositaria della verità stabilendo chi merita e chi no, ma sappiamo che così non è perché è la costituzione garante dei diritti di tutti i cittadini. Escludendo che abbia lacune lessicali che le impediscono la comprensione del significato di pari legato ad opportunità, dobbiamo dunque tener buona la prima ipotesi nel leggere il suo rifiuto a concedere il patrocinio al Gay Pride e, per di più, essere contraria a riconoscimenti di diritti alle coppie omosessuali, “costituzionalmente sterili”. Della commissione per i diritti dei gay, delle lesbiche e dei transgender che alberga dentro il suo ministero, la signora Carfagna dice di non aver ancora preso visione su cosa sia e a che possa servire. Quando lo imparerà, aggiunge, pensa di avvalersene per occuparsi anche d’altro. Curioso: di che altro dovrebbe occuparsi una commissione per i diritti dei gay, delle lesbiche e dei transgender? Sarà il caso di rivalutare il discorso delle lacune lessicali? E’ possibile, a giudicare da come si è rivolta a Vladimir Luxuria, sua ex collega parlamentare, che ha definito il suo dicastero un ministero inutile non assolvendo al compito di garantire opportunità pari: il ministro Carfagna l’ha chiamata Vladimiro Guadagno. Vuol dire che non ha capito niente oppure pensa che transgender significhi transizione di genere, ad esempio da modella a, per ipotesi, ministro?

di Nadia Redoglia - Megachip