Nell’ultima legislatura del governo Berlusconi è stato scritto uno dei capitoli più brutti e vergognosi della storia italiana.

Non si ricorderà il governo Prodi con piacere, soprattutto quando si pensa a Mastella e alla sua politica finalizzata all’interesse personale e dei suoi uomini vicini.

Tuttavia non vi è stato un “totalitarismo” sfacciato come quello del governo che ha riconsegnato l’Italia, nell’aprile 2006, con meno libertà di quanta ve ne era prima.

Di leggi vergogna Berlusconi ne ha fatte molte occupandosi profondamente in parlamento dei suoi problemi con la giustizia e di quelli dei suoi amici. Biagi, Santoro, Luttazzi e molti altri sono stati cacciati a “pedate” perché avevano attaccato il regime. C’è stato anche di peggio.

Non bisogna mai dimenticarsi dei cosidetti "fatti del G8".

L’articolo 5 della Dichiarazione Universale dei diritti umani dice: “Nessun individuo potrà essere sottoposto a tortura o a trattamento o a punizione crudeli, inumani o degradanti”. L’articolo 10: “Ogni individuo ha diritto, in posizione di piena uguaglianza, ad una equa e pubblica udienza davanti ad un tribunale indipendente e imparziale, al fine della determinazione dei suoi diritti e dei suoi doveri, nonché della fondatezza di ogni accusa penale che gli venga rivolta”.

Un liberale deve tenere a memoria questi concetti ed è bene interrogarsi sul fatto che il liberale Berlusconi rivendicò, in quella occasione, il solo merito di aver risparmiato una “figuraccia al paese”. Accanto alle immagini che sono finite negli occhi di tutto il mondo, rimarrà per sempre una grave responsabilità politica del cavaliere e della maggioranza politica che lo sosteneva.

La domanda da porsi a questo punto è: ora che l’asse del centrodestra è spostato a destra, cosa ci aspetterà se questi vincerà le elezioni?

Sete di verità sulla notte delle elezioni politiche 2006.

“Quando Il broglio uscì per la prima volta, erano passate poche settimane dalle elezioni del 9-10 aprile 2006. Il paese era ancora sotto shock, e non solo per la violenza di una campagna elettorale che era riuscita a dividere brutalmente in due la società italiana, raggiungendo un grado di conflitto simile più alla “guerra di civiltà” del 18 aprile 1948 che non al normale confronto politico nel contesto di una democrazia avanzata e politicamente secolarizzata.

La terribile notte post-elettorale, con il manifestarsi dell’impressionante, o se si vuole “incredibile”, rimonta della Casa delle libertà, e la conclusione quasi all’alba con la vittoria esigua del Centrosinistra aveva lasciato una scia di dubbi: come era stato possibile che l’Unione avesse rischiato la sconfitta, dopo avere condotto tutta la campagna in vantaggio, secondo i sondaggi, di quattro-cinque punti percentuali? E a che cosa poteva essere attribuito il crollo delle schede bianche, un fenomeno in netta controtendenza rispetto all’andamento storico delle consultazioni elettorali?” – uccidetelademocrazia.com

I veri liberali non se ne sono dimenticati, difronte a queste domande sarebbe bene ottenere prima o poi delle risposte.

Fabio Andrea Petrini
direttore responsabile di www.giornaledigitale.net