Maurizio Gasparri il furbetto del parlamentino

Gasparri, nato il 18 luglio 1956 a Roma e nominato (*) nelle liste elettoriali della regione Lazio, è diventato nuovamente parlamentare: senatore della Repubblica e presidente del gruppo PdL.

E’ Membro della 11ª Commissione permanente (Lavoro, previdenza sociale) e addirittura è Membro della commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi.

Si, proprio lui, omonimo della legge che di fatto ha impedito lo sviluppo del pluralismo e ha palesemente favorito il duopolio RAI-Mediaset.

Questo personaggio, che due legislature fa era addirittura Ministro delle Comunicazioni come se un giorno Bassolino diventasse ministro dell’ambiente, è stato nuovamente protagonista di una vicenda “curiosa” per non dir peggio…

Nel corso di un intervento alla trasmissione radiofonica Radio 3131 andata in onda l’8 febbraio 2004, Gasparri già da allora deputato affermò: « …è stata spazzata via una farneticante accusa di un giudice irresponsabile di Potenza… », « …il Csm e il Ministero della giustizia porranno fine all’azione dissennata di persone che calunniano … però faremo i conti in sede giudiziaria con chi si è comportato in quel modo… »

La camera dei deputati, pochi giorni fa, ha ratificato la decisione della giunta per le autorizzazioni a procedere, di ritenere insidacabili tali dichiarazioni. Niente azione giudiziaria per il senatore: immunità.

ALCUNE CONSIDERAZIONI:

L’art. 68 della nostra costituzione dice che “I membri del Parlamento non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell’esercizio delle loro funzioni. Senza autorizzazione della Camera alla quale appartiene, nessun membro del Parlamento può essere sottoposto a perquisizione personale o domiciliare, né può essere arrestato o altrimenti privato della libertà personale, o mantenuto in detenzione, salvo che in esecuzione di una sentenza irrevocabile di condanna, ovvero se sia colto nel­l’atto di commettere un delitto per il quale è pre­visto l’arresto obbligatorio in flagranza. Analoga autorizzazione è richiesta per sottoporre i membri del Parlamento ad intercettazioni, in qualsiasi forma, di conversazioni o comunicazioni e a sequestro di corrispondenza.“.

L’immunità parlamentare quindi opererebbe solo per le enunciazioni che costituiscono la sostanziale riproduzione delle specifiche opinioni manifestate dal parlamentare nell’esercizio delle proprie attribuzioni. Premesso che è bene quindi notare come l’azione penale nei confronti di un parlamentare è ridimensionata all’osso, ho difficoltà a capire come le affermazioni di Gasparri possano sbriciolarsi sotto un giudizio di “insindacabilità”. In poche parole senza le conseguenze dell’azione penale che sarebbe altrimenti prevista per qualsiasi cittadino italiano. Diffamare un magistrato è un normale esercizio della funziona parlamentare? Ma detto questo la cosa più bella è che lo stesso Gasparri dice: “faremo i conti in sede giudiziaria…“. Da gran furbetto sul sito della camera dei deputati si può leggere che la deliberazione in materia d’insindacabilità è stata avanzata proprio da lui! “Pervenuta il 5 aprile 2007 in seguito a querela del dottor Henry John Woodcock, sostituto procuratore presso il tribunale di Potenza”.

Allora che riflettano gli italiani, non tanto sul fatto che la casta ha ritenuto opportuno bloccare l’azione penale approvando l’insindacabilità di queste affermazioni, ma sul fatto che

QUESTA GENTE SI FA BELLA SUI GIORNALI, IN TV E SULLE RADIO, DICENDO: “ANDIAMO IN TRIBUNALE, BLA BLA BLA”, POI PERO’, CON IL COLPEVOLE SILENZIO DEI MEDIA, SCAPPANO DALLA GIUSTIZIA AVVALENDOSI DI IMMUNITA’ (questo caso), LEGGI AD PERSONAM (es. Lodo schifani per esempio, Lodo Alfano, etc.), AMNISTIE VARIE (il nano la utilizzò dopo essere stato condannato dal tribunale di Venezia per falsa testimonianza).

Oltretutto, questi meccanismi costano soldi. Soldi pubblici spesi per tribunali, cancellerie, commissioni parlamentari, giunte per autorizzazioni, documenti dei relatori delle aule, eccetera.

Vi pongo una domanda: come vi sentite quando venite a conoscenza che una faccia da minorato attacca un pubblico ministero che cerca di mettere in galera i delinquenti e poi, a spese vostre, si salva il culo?

Fabio Andrea Petrini

(*) Non mi sembra il caso di parlare di elezioni visto che, con la legge elettorale con cui si è votato alle ultime politiche, non vi era la possibilità di esprimere la preferenza del candidato.