Pullman Veltroni

Il rinnovamento del centrosinistra, con un Partito Democratico libero da veti e l’ambizione di sfondare al centro, è fallito. Gli Italiani hanno la memoria corta ma ferrata e Prodi se lo ricordano bene. Una infida informazione ha citato troppo spesso il “risanamento” del governo uscente, senza specificare bene a cosa serviva, che tipo di medicina era e soprattutto che malattia stava curando. L’amaro lasciato da una “sinistra” contaminata e autrice di una finanziaria aggressiva verso alcuni settori del lavoro dipendente e della piccola impresa che ha visto la riduzione del cuneo fiscale solo in TV, ha lasciato nei sogni di Veltroni la voglia di sfondare al centro.

Per conquistare la fiducia di una nazione, parlando di ricerca e sviluppo economico dopo essere scesi da un pulmino verde democratico, è necessario un modello culturale più maturo, per chi va a votare e per chi “guida” il pulmino. Non si può far finta di essere il candidato alla presidenza degli USA, se si vive in un paese dove le “primarie” del partito di cui si fa parte, sono imitazioni cinesi del confronto democratico americano. Non si può far finta di essere un democratico in America, presentandosi ad un referendum il cui risultato vale una nuova legislatura. Anche se non si ha colpa di questa lesione. Chiaramente non ci si può nemmeno chiamare “liberali” quando si sceglie il peggio del conservatorismo liberale o il “delinquentuccio” che l’ha scampata perché ha stoffa, ci si può chiamare votanti. D’altra parte, la ricerca di libertà in Italia ha un significato abbastanza anticonformista. In Italia si ha libertà quando si pagano 20 euro di IRPEF in meno o quando si parcheggia in mezzo alla strada senza scocciature.

Se si protesta perché nel chiamare un telefono cellulare è ignota l’effettiva spesa in corso, o si continua a ribadire che quel prosseneta di Emilio Fede deve essere “spedito” sul satellite per far posto a Europa 7 (emittente il cui diritto di trasmettere è stato negato da leggi liberticide dell’ex governo Berlusconi), allora si è figli dei fiori.

Certo, ora questo paese ha una occasione storica, quella di poter governare senza troppi veti con un Cavaliere che non è partito poi così male. Sembra attenuata la sua arroganza a favore della prudenza. Il centrodestra ha inoltre confermato che farà le necessarie riforme insieme all’opposizione, per porre fine a quella massa di sprechi determinata da una architettura istituzionale ormai decrepita. Si passi dalle parole ai fatti.

Per quanto bene si possa sperare in un governo i cui veti di Lega Nord, sono sotto alcuni aspetti controlli di qualità, non può mancare la preoccupazione. Quella di vedere definitivamente una realtà non rappresentata dall’informazione. Quella di assistere a una giustizia sotto le grinfie di chi è ancora imputato per falso in bilancio, frode fiscale, appropriazione indebita, corruzione (anche giudiziaria) e indagato per istigazione alla corruzione di senatori.

Fabio Andrea Petrini,
direttore responsabile di www.giornaledigitale.net