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	<title>Commenti a: La valutazione dei valutatori</title>
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	<description>una voce europeista e liberale</description>
	<pubDate>Thu, 20 Nov 2008 23:39:25 +0000</pubDate>
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		<title>Di: Fabio Andrea Petrini</title>
		<link>http://www.giornaledigitale.net/scuola-italiana/valutazione#comment-46</link>
		<dc:creator>Fabio Andrea Petrini</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Apr 2008 16:11:03 +0000</pubDate>
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		<description>Risposta a Fabbri A.

Carissimo, apprezzo molto le tue parole e credo anch'io che nel contesto politico Italiano attuale, Di Pietro rappresenti una delle poche soluzioni utili e credibili.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Risposta a Fabbri A.</p>
<p>Carissimo, apprezzo molto le tue parole e credo anch&#8217;io che nel contesto politico Italiano attuale, Di Pietro rappresenti una delle poche soluzioni utili e credibili.</p>
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		<title>Di: Fabbri A.</title>
		<link>http://www.giornaledigitale.net/scuola-italiana/valutazione#comment-27</link>
		<dc:creator>Fabbri A.</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Mar 2008 05:15:48 +0000</pubDate>
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		<description>La questione di chi valuta i valutatori è forse una delle questioni centrali nel dibattito sulla legalità.
Personalmente ritengo che essa risieda soprattutto nella coscienza nell'onestà intrinseca in ognuno di noi.... di noi che veniamo giudicati e di chi ci giudica.
Non credo che vi sia la possibilità materiale e giuridica di impostare questo rapporto tra persone operose nella società. 
A detta di quanti mi conoscono, io sono sempre stato una persona valida sul piano lavorativo, delle idee e dei comportamenti.
Gli amici a me vicini mi considerano ancora oggi all'età di 60 anni, come la loro guida, come una persona al di sopra di tanti altri.
Lo dicono loro e io mi astengo dal giudicarmi.
Eppure, durante la mia vita, nei vari luoghi di lavoro in cui ho operato, dalla fabbrica all'Ente Pubblico, sono sempre stato giudicato come uno da "isolare", da "lasciare in disparte", a volte anche un "disadattato".
Il fatto è che quando ero in fabbrica, ero nel consiglio sindacale, quando ero nell'ente pubblico, criticavo il mio sindaco (di sinistra) ed ero parecchio scomodo nel direttivo comunale dell'allora PCI.
Ero scomodo perchè criticavo l'operato di quanti a mio avviso non si comportavano coerentemente con le "propagande" che facevano dai vari pulpiti.
Ero scomodo e non ho fatto carriera nè in fabbrica e tantomeno negli uffici dell'ente pubblico.
Venivo giudicato dall'entourage, dal lecchino del padrone, dal politico di turno che seguiva l'operato dell'ufficio pubblico in cui lavoravo.
Ma chi giudicava il giudizio del mio giudicante?
Il problema non è stato risolto e credo che nemmeno lo sarà per il futuro.
Ma quello che conta è che vi siano sempre persone che operano con onestà e per il bene comune e a sentire chi mi sta vicino, io credo di essere tra questi.
E' soprattutto questo che mi spingerà a votare per la seconda volta Antonio Di Pietro che considero ancora un uomo fondamentalmente onesto.
Ed è soprattutto questo che mi spinge a convincere gli altri a non lasciarsi andare alla facile demagogia del non voto perchè "tutti uguali".
Auguriamoci di non vedere ricomparire Berlusconi alla guida del Paese, perchè stavolta per l'Italia sarà davvero la fine.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La questione di chi valuta i valutatori è forse una delle questioni centrali nel dibattito sulla legalità.<br />
Personalmente ritengo che essa risieda soprattutto nella coscienza nell&#8217;onestà intrinseca in ognuno di noi&#8230;. di noi che veniamo giudicati e di chi ci giudica.<br />
Non credo che vi sia la possibilità materiale e giuridica di impostare questo rapporto tra persone operose nella società.<br />
A detta di quanti mi conoscono, io sono sempre stato una persona valida sul piano lavorativo, delle idee e dei comportamenti.<br />
Gli amici a me vicini mi considerano ancora oggi all&#8217;età di 60 anni, come la loro guida, come una persona al di sopra di tanti altri.<br />
Lo dicono loro e io mi astengo dal giudicarmi.<br />
Eppure, durante la mia vita, nei vari luoghi di lavoro in cui ho operato, dalla fabbrica all&#8217;Ente Pubblico, sono sempre stato giudicato come uno da &#8220;isolare&#8221;, da &#8220;lasciare in disparte&#8221;, a volte anche un &#8220;disadattato&#8221;.<br />
Il fatto è che quando ero in fabbrica, ero nel consiglio sindacale, quando ero nell&#8217;ente pubblico, criticavo il mio sindaco (di sinistra) ed ero parecchio scomodo nel direttivo comunale dell&#8217;allora PCI.<br />
Ero scomodo perchè criticavo l&#8217;operato di quanti a mio avviso non si comportavano coerentemente con le &#8220;propagande&#8221; che facevano dai vari pulpiti.<br />
Ero scomodo e non ho fatto carriera nè in fabbrica e tantomeno negli uffici dell&#8217;ente pubblico.<br />
Venivo giudicato dall&#8217;entourage, dal lecchino del padrone, dal politico di turno che seguiva l&#8217;operato dell&#8217;ufficio pubblico in cui lavoravo.<br />
Ma chi giudicava il giudizio del mio giudicante?<br />
Il problema non è stato risolto e credo che nemmeno lo sarà per il futuro.<br />
Ma quello che conta è che vi siano sempre persone che operano con onestà e per il bene comune e a sentire chi mi sta vicino, io credo di essere tra questi.<br />
E&#8217; soprattutto questo che mi spingerà a votare per la seconda volta Antonio Di Pietro che considero ancora un uomo fondamentalmente onesto.<br />
Ed è soprattutto questo che mi spinge a convincere gli altri a non lasciarsi andare alla facile demagogia del non voto perchè &#8220;tutti uguali&#8221;.<br />
Auguriamoci di non vedere ricomparire Berlusconi alla guida del Paese, perchè stavolta per l&#8217;Italia sarà davvero la fine.</p>
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