Già nel 1776 Adam Smith, nella sua opera “la ricchezza delle nazioni” scriveva che “il consumo è l’unico fine e l’unico proposito della produzione. E gli interessi del produttore debbono essere tenuti in conto, solo nella misura in cui servono a promuovere quelli del consumatore”.
Il consumatore era oggetto quindi e scopo della produzione, molto tempo prima del 1965, anno in cui Walter Murphy, presidente dell’industria alimentare Campbell Soup, liquidava il nascente movimento dei consumatori americani con una profezia davvero poco fortunata “è una moda passeggera come lo hula-hoop, tra sei mesi non se ne sentirà più parlare”.
Ed invece, negli stessi anni, con un giovane avvocato figlio di immigrati libanesi, Ralf Nader, sta sorgendo un nuovo movimento associativo, nato per tutelare i “diritti dei consumatori”. Sempre nel 1965 la General Motors lancia un nuovo modello di coupè: la Chevrolet Corvair. Ralf Nader pubblica subito il volume-denuncia “Unsafe at any speed: the designed-in dangers of the American automobile”. Meno di due anni dopo il Congresso americano approverà l’ “automobile security act” (una normativa concernente i criteri di sicurezza nella produzione delle automobili), legge tutt’ora in vigore. Navigando su Internet si potrebbe oggi constatare la proliferazione di studi legali americani specializzati nella tutela dei consumatori, e si sentirebbe anche parlare della famosa “class action” che determina un aspetto così caratteristico del sistema giudiziario americano (in cui insistono un terzo degli avvocati di tutto il continente).
Anche in Italia abbiamo assistito ad un fiorire di Associazioni nate con lo scopo precipuo di tutelare i diritti dei consumatori, esempio e dimostrazione della necessità, per i singoli utenti di trovare in realtà associative una difesa ed insieme un soggetto capace di mettere in rete le diverse esperienze e di convogliare la forza del gruppo. A ciò va aggiunto l’ulteriore, e fondamentale, obiettivo di dette Associazioni: la loro capacità di informare i singoli soggetti, così da determinare una coscienza degli stessi circa i loro diritti e da creare, di conseguenza, una capacità di auto-difesa.
Come si possono definire le Associazioni dei consumatori e degli utenti? Secondo il Codice del Consumo (Decreto Legislativo 6 settembre 2005, n. 206) sono quelle formazioni sociali che hanno per scopo statutario esclusivo la tutela dei diritti e degli interessi dei consumatori o degli utenti. Il consumatore, invece, è la persona fisica che agisce per scopi estranei all’attività imprenditoriale o professionale eventualmente svolta. Avremo modo, in un secondo momento, di descrivere più analiticamente i punti più rilevanti della normativa italiana di settore. A conclusione di queste brevissime note, è interessante analizzare come ogni soggetto è un consumatore, in quanto lo stesso si caratterizza per un’azione, quindi il consumatore non è una tipologia di persona, ma una relazione fra un soggetto ed una specifica utilità offerta da un prodotto. Non può essere assimilato al consumatore la persona giuridica (es. società di qualsiasi tipo), perché la tutela si costituisce in virtù della presenza di un soggetto debole (persona fisica) contrapposto all’impresa/azienda (per compensare l’asimmetria economica ed informativa). Non può essere assimilato al consumatore neppure un soggetto, ancorché privato, che acquisti un bene con il solo fine di rivenderlo per scopi commerciali (e grosso è il problema degli acquisti effettuati per scopi promiscui).
Avv. Damiano Marinelli,
Presidente Lega Consumatori Perugia
Comunicati stampa Lega Consumatori Umbra
Sito Internet Lega Consumatori





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